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Noi venditori e la nostra crescita professionale

In questa puntata del podcast pariamo di come, noi venditori, riusciamo spesso ad auto sabotare i nostri progetti professionali. Lo faccio raccontandoti "il mito delle cinque età" di Esiodo e poi proverò a darti dei consigli per prevenire il problema

La scorsa settimana abbiamo parlato di crescita personale. Ti avevo raccontato delle mie perplessità in merito e per questo abbiamo visto assieme un metodo piuttosto semplice per cercare di produrre un piano di crescita più credibile.

Ovviamente ho cercato di proporre qualcosa di semplice, ma consapevole del fatto che la soluzione finale, come ama dire qualcuno, non esiste. Ognuno di noi, infatti, vive la propria vita e affronta i cambiamenti come meglio crede, ma soprattutto come può.

Ci tengo a precisarlo perché non vorrei fare come qualcuno, che quando gli effetti della pozione magica si manifestano irrilevanti e i problemi rimangono lì, usano il vecchio metodo della polvere e del tappeto. Lo alziamo, buttano tutto sotto, lo abbassiamo e ci dicono che è tutto a posto.

Inutile dire che, se vogliamo prenderla larga, la strada giusta da seguire sarebbe quella di andare per tentativi fino a quando il problema non viene risolto. Quando invece vogliamo cercare una soluzione che non preveda una ventina di reincarnazioni per essere trovata, possiamo cominciare a informarci per poi poter adottare soluzioni diverse.

Ho fatto tutto questo preambolo perché vorrei concentrare la mia attenzione sul problema, quello vero e cioè noi stessi. Perché, fondamentalmente, siamo i primi a sabotarci da soli.

Lo facciamo fissandoci su ciò che crediamo vere od ostinandoci a perseguire progetti potenzialmente irrealizzabili che ci fanno perdere ogni genere d’entusiasmo.

La nostra miopia nei confronti della nostra vita, dunque, spesso rappresenta il primo, grande problema che ci affligge, ma è anche vero che una certa responsabilità la possiamo dare anche a Esiodo.

Chi è Esiodo?

È l’autore del primo poema didascalico giuntoci integro dalla Grecia antica che si intitola “Le opere e i giorni” e narra il mito delle età.

Bene – dirai tu -, ma noi cosa abbiamo a che fare con un poeta dell’antica Grecia?

Per spiegarlo partiamo dall’inizio e cioè da cos’è un mito

Un mito (dal greco μύθος, mythos, pronuncia miuthos) è una narrazione investita di sacralità relativa alle origini del mondo o alle modalità con cui il mondo stesso e le creature viventi hanno raggiunto la forma presente in un certo contesto socioculturale o in un popolo specifico. Di solito tale narrazione riguarda dei ed eroi come protagonisti delle origini del mondo in un contesto soprannaturale. Spesso le vicende narrate (oralmente) nel mito hanno luogo in un'epoca che precede la storia scritta. Nel dire che il mito è una narrazione sacra s'intende che esso viene considerato verità di fede e che gli viene attribuito un significato religioso o spirituale. Ciò naturalmente non implica né che la narrazione sia vera, né che sia falsa.

https://it.wikipedia.org/wiki/Mito


Esiodo quindi ha inventato una storia. Nulla di più. Ovviamente leggendo la definizione qui sopra però si capisce quali implicazioni abbia avuto sulla realtà che ci circonda. Perché parole come “soprannaturale”, “narrazione sacra”, “verità di fede” o “significato religioso o spirituale” non sono stati scritti a caso.

Ma in che modo un’opera inventata tra l’VIII e il VII secolo A.C. può incidere nella nostra percezione attuale della realtà?

Anche in questo caso per spiegarlo è meglio dare un’occhiata, sommaria, a cos’è scritto in questo mito. In sostanza Esiodo divide le età dell’uomo in 5 fasi:

Età dell’oro.

Gli uomini creano gli immortali.

Questi uomini mortali vivevano senza lavorare, non trasformavano le merci in prodotti, non si facevano travolgere dalle emozioni ed erano liberi da fatiche, da sventure e su di loro non incombeva la vecchiaia. Tutti i beni della terra erano a loro disposizione senza che loro dovessero tribolare. In quest'epoca gli uomini erano sempre giovani e la morte li prendeva nel sonno. Non soffrivano nemmeno nel morire.

http://www.stregoneriapagana.it/eta-uomo-in-esiodo.html


Si tratta della descrizione di una figata. Questi non dovevano fare nulla perché avevano già tutto e tutto gli era dovuto. Per morire, poi, il problema non esisteva perché si addormentavano e il gioco era fatto. Ictus, infarti, morti violente per loro erano semplici barzellette da raccontare ai nipotini.

Fa ridere? Probabilmente si, ma se trasliamo questo mito nella storia Cristiana lo potremmo identificare nel racconto del giardino dell’eden. Fa ridere? Forse un po’ meno, ma andiamo avanti.

Età dell’argento.

Gli abitatori dell'Olimpo creano gli uomini dell'età dell'argento.

Gli uomini dell'età dell'argento sono caratterizzati dalla stupidità. Una stoltezza che è associata alla madre. Perché, anche qui, dobbiamo decidere se è la madre che favorisce la stoltezza o se la madre è costretta ad agire in questo modo data la stoltezza con cui Zeus ha creato l'uomo.


http://www.stregoneriapagana.it/eta-uomo-in-esiodo.html


Già quella volta, mi sembra di notare, non è che le donne fossero propriamente rispettate, ma preferisco non approfondire. Qui la cosa che ci interessa invece è che se nell’era precedente questi oziavano da dì a mane, in questa sono sostanzialmente stupidi e ignoranti. Non veneravano gli dei e non ne volevano saperne di fare sacrifici.

Questa volta non ti chiedo se fa ridere, ma ti invito a trovare la similitudine con i racconti che i cristiani facevano dei pagani.

Età del bronzo.

Gli uomini vengono creati da Zeus.

La seconda creazione di Zeus non è dissimile dalla prima. Se la prima creazione, quella dell'età dell'argento, era caratterizzata dalla stoltezza, nella seconda creazione degli uomini da parte degli Immortali gli uomini risultano distruttivi e violenti. Esiodo ci dice che l'unica cosa che sapevano fare questi uomini era distruggere

http://www.stregoneriapagana.it/eta-uomo-in-esiodo.html


Il primo tentativo di Zeus era andato decisamente male, perciò ci riprova. Crea dunque una nuova generazione di uomini che, nelle intenzioni, avrebbero dovuto essere meno stupidi dei precedenti, ma visto il risultato non mi sembra abbia fatto progressi che siano degni di nota.

Lo dimostra il fatto che inventa una generazione di esseri umani distruttivi e violenti che però, nelle varie epoche storiche, ci tanno benissimo. Rappresentano, infatti, alla perfezione gli individui che vivono nel presente. In ogni presente, intendo.

Ovviamente questa descrizione calza alla perfezione anche in quello in cui stiamo vivendo ora e ci fa capire come una storia di due millenni or sono sia riuscita a sopravvivere.

Se ci pensi, con le dovute proporzioni, è esattamente la stessa narrazione che usa oggi la propaganda. Indifferentemente dal fine per cui viene messa in atto tende a raccontare di una realtà difficile e un presente incerto. Per poi passare alla fase successiva che è quella della soluzione, possibilmente semplice, messa lì su un piatto d’argento.

Poco importa se è credibile e se ha dei fondamenti reali, l’importante è la narrazione.

L’età degli eroi.

Gli uomini vengono creati da Zeus.

Questa età dell'uomo non è diversa dall'età precedente. I creati da Zeus vivono per combattere, muoiono combattendo e la gloria si conquista solo con il combattere. Tutti gli eroi spariscono. Molti muoiono combattendo, altri muoiono di morte naturale mentre per i sopravvissuti Zeus li stabilisce oltre i confini del mondo, nelle isole dei beati presso l'Oceano dai grandi gorghi. Li rende senza affanni, felici e tre volte l'anno quella terra feconda consegna loro frutta e miele.

http://www.stregoneriapagana.it/eta-uomo-in-esiodo.html


Qui Esiodo ha un problema perché ci sono cinque ere e lui ha solo quattro materiali, perciò la spara. Ma poco importa perché questa è l’era perfetta. Dai, quasi perfetta!

Gli uomini che popolano questa età hanno diritto ad avere una vita quasi come quella dell’età dell’oro, ma per arrivarci devono combattere tutta la vita. Dettaglio poco importante perché alla fine, a prescindere dalle cause della morte, svaniscono in una specie di eden. Luogo dove si sta sicuramente meglio che nell’era precedete e soprattutto nemmeno confrontabile con quella successiva che adesso vediamo.

L’età del ferro.

Gli uomini non vengono creati da Zeus.

Gli uomini dell'età del ferro, a differenza degli uomini che li hanno preceduti nelle varie età, lavorano e si preoccupano di costruire un futuro. Gli uomini dell'età del ferro trasformano il loro presente e per questo si "distruggono per la fatica e per la pena". Sono talmente invisi a Zeus che anziché aiutarli, gli Dèi "daranno pensieri luttuosi" e "i beni saranno mescolati ai malanni".

http://www.stregoneriapagana.it/eta-uomo-in-esiodo.html


Come detto poco fa è sicuramente meglio combattere tutta la vita e finire su un’isola che assomiglia vagamente all’eden piuttosto che vivere in un’era dove la descrizione sembra fatta apposta per essere associata al lavoro e ai pensieri.

Ecco dunque qual è l’analogia tra Esiodo, vissuto sette o otto secoli prima di Cristo e la nostra realtà di tutti i giorni.

Questo mito infatti è talmente radicato nella nostra cultura, soprattutto religiosa, che lo viviamo e lo prendiamo a modello per strutturare la nostra vita. Il bello è che lo facciamo in modo inconsapevole perché per noi rappresenta la normalità e non ce ne rendiamo conto.

Perciò, questo è anche il motivo per cui dico che il nostro nemico più grande siamo noi stessi, che cerchiamo di vivere in realtà comode piuttosto che utili e stimolanti. Siamo vittime delle nostre stesse abitudini.

Se questo però è il problema, quale potrebbe essere la soluzione?

Probabilmente una soluzione veloce ed efficacie nel breve periodo non esiste perché se ci fosse e io la conoscessi, molto probabilmente sarei milionario e potrei ambire a vivere allegramente nella prima delle cinque ere. Invece sono qui a sbattermi come tutti.

Un approccio diverso però è possibile e se vogliamo rapportarlo alla nostra professione, perché è questo che ci interessa, possiamo riassumerlo in due parole: “Costo” e “Investimento”.

Partiamo dalla prima definizione e cioè quella di costo:

In economia, management e contabilità, il costo è l'espressione in moneta o altro valore numerario del valore dei beni e servizi utilizzati per la produzione o l'acquisto di un bene o servizio.
Può essere determinato sulla base di valutazioni interne al soggetto economico che lo detiene o in transazioni economiche con terze economie.
La determinazione del costo può avvenire attraverso numerose modalità e tenendo conto di più variabili, in funzione dello scopo specifico di determinazione di detto valore economico.
Il costo di un bene esprime il valore dei fattori impiegati per la sua realizzazione

https://it.wikipedia.org/wiki/Costo


Sempre più spesso, noi venditori, strutturiamo la nostra vita professionale in un continuo loop di costi e benefici. Lo facciamo perché le aziende per le quali lavoriamo, tranne le solite mosche bianche, vogliono da noi dei risultati concreti in tempi certi.

E cosa c’entra, in tutto questo, il mito di Esiodo?

C’entra, perché abbiamo sempre l’impressione di vivere in un mondo in decadenza dove le cose, di qualunque decennio precedente si parli, andavano comunque meglio dell’attuale.

Il presente, poi, è difficile. Tutti contro tutti, non ci si può fidare più di nessuno. Ognuno pensa solo a sé stessi e gli altri non vedono l’ora di trovare una nostra debolezza per affondarci come si fa con le zattere alla deriva.

La nostra scelta, dunque, è tra cercare di costruirci una buona posizione professionale sulla quale un giorno speculare per poter vivere di rendita, oppure morire di stenti per l’eternità.

In una realtà come questa, mi sembra piuttosto evidente, l’unico obiettivo proponibile è quello di muoverci il meno possibile per cercare di sbagliare poco. Gli errori infatti sono una perdita di tempo e servono solo per minare la nostra credibilità, perché possiamo risultare affidabili solo se siamo quelli che sbagliamo meno di tutti.

Se guardiamo la cosa da un punto di vista temporale possiamo dire che viviamo nel passato, dove tutto era più facile. Siamo terrorizzati del futuro perché, se tanto mi da tanto, la parabola discendente non da cenni d’inversione. Mentre il presente, semplicemente, non è pervenuto.

Vista la situazione è piuttosto evidente che non possiamo fare niente perché, sostanzialmente, ogni strada è preclusa.

Per la verità però, come ho detto poco sopra, una soluzione almeno per cominciare ci sarebbe. Dovremmo idealmente accenderla girando la manopola sull’altra posizione, passando dalla modalità di costo, o forse è meglio definirla di costo/benefico, a quella di investimento.

In economia per investimento si intende l'attività finanziaria di un soggetto economico detto investitore atta all'incremento di beni capitali mediante l'acquisizione o creazione di nuove risorse da usare nel processo produttivo al fine ultimo di ottenere un maggior profitto futuro o incrementare la propria soddisfazione personale.
Caratteristiche tipiche di un investimento sono l'impiego di un capitale iniziale per raggiungere gli obiettivi finali.

https://it.wikipedia.org/wiki/Investimento


Io, questo passaggio, l’ho fatto in modo totalmente involontario. In realtà è stato uno degli effetti della mia scelta di dare un taglio netto alla realtà nella quale vivevo.

S’è trattato d’un cambio dal sapore magico perché mi ha dato la possibilità di definire in modo radicalmente diverso l’orizzonte della mia vita professione.  Mi ha permesso di passare da un percorso da affrontare quasi alla cieca a un cammino di scoperta che si rinnova giorno per giorno.

Certo il conto è stato salato, perché per capirlo ho dovuto ridisegnare completamente la mia vita, ma alla fine guai se non l’avessi fatto.

Detta così, però, sembra semplice, perché la mia personalissima illuminazione è giunta solo nel momento in cui ho completato l’ebook. Solo in quel momento e perciò dopo molto tempo da quando l’avevo iniziato, mi sono reso conto di una cosa.

Se avessi guardato il risultato solo dal punto di vista del costo puro sarebbe stata una sconfitta epocale. La mia personalissima Caporetto. Cosa che, per un po’, ho anche pensato veramente perché quello era il modo che avevo di pensare la mia vita professionale.

Mi dava una vaga sensazione di sicurezza sapere che l’assioma costo/beneficio fosse la soluzione finale per salvare il mondo e partire per la mia personalissima isola tropicale vagamente simile all’Eden. Per me tutto il resto non era contemplato.

Quella volta, però, non è andata così perché c’era una cosa che non avevo mai ponderato, ma che ha fatto la differenza. Ho capito che non c’era nessuna necessità di scrivere un ebook, ma piuttosto avevo bisogno impellente e giustificato di motivare le mie giornate con qualcosa che le desse un senso.

Di fronte al fallimento del mio modello sociale ho capito anche un’altra cosa e cioè che scriverlo mi è servito per trovare il coraggio di raccontare me stesso e soprattutto definire le persone con le quali avrei desiderato interagire.

Il vero investimento è stato questo. Per la prima volta avevo capito che il motivo per cui stavo producendo qualcosa non era per uno scopo fine a sé stesso, ma per cercare di rendermi veramente utile per qualcuno.

Questo però non l’avevo capito subito, ma lo provavo chiaramente solo attraverso una bella sensazione. Ogni volta che cominciavo a scrivere sentivo che stavo dando un senso alla mia giornata e credimi che in una situazione come quella in cui vivevo è stato il regalo più grande che potessi ricevere.

Poi, con il tempo ho imparato che ragionando il chiave d’investimento e non di costo mi si era aperta una realtà parallela nella quale potevo costruire il mio cammino e dove la sfida non era più contro qualcuno o qualcosa, ma solo contro me stesso.

Ho capito che non dovevo pensare di rivoluzionare tutto e subito. Piuttosto dovevo cercare di dare più valore ai momenti in cui potevo creare qualcosa per mezzo della mia creatività, perché quella era la mia voce.

Quella era la sola strada per fare in modo che il mio tempo non venisse sprecato e l’investimento diventasse realmente fruttuoso.

Oggi, quando produco un podcast, un articolo o un video, sento di aver realizzato un mattoncino che metto orgogliosamente sulla mia personalissima casa ideale. Lì dentro ci sono tutti i miei progetti e tutto me stesso.

La cosa che la rende magica, però, è che rimane sempre lì, a prescindere da tutto. Nonostante la pioggia, il vento, la neve, il caldo o il freddo, lei rimane sempre lì. Ogni giorno la ritrovo sempre al solito posto pronta a ricevere il mio nuovo mattoncino. È la mia casa.

Per questo ti invito a riflettere sul fatto che il modo in cui viviamo spesso non è quello più utile per raggiungere i nostri obiettivi, ma spesso è l’unico che conosciamo. Per questo crediamo sia il migliore.

Dovremo quindi iniziare a definire il nostro percorso e i nostri progetti in un ambito differente, dove gli errori non sono da evitare, ma diventino parte integrante della nostra crescita.

Spero di esserti stato utile e di averti dato qualche spunto di riflessione anche questa settima. Per qualunque domanda contattami pure, cercherò di esserti utile.

Buona giornata e buona settimana.

#35 – Ebook La Trattativa – Il cliente che vuole sapere subito il prezzo (part 1 – cap 1)

In questa puntata parleremo del cliente che vuole sapere subito il prezzo

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Per avere successo, non è sufficiente prevedere, dobbiamo anche imparare a improvvisare.

Isaac Asimov

L'uomo ragionevole si adatta al mondo. L'uomo irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a sé. Quindi tutto il progresso dipende dall'uomo irragionevole.

George Bernard Show

Quando vivi in un luogo a lungo diventi cieco perché non osservi più nulla. JOSEPH KOUDELKA fotografo

Joseph Koudelka (fotografo)
Giorgio Donadini

Giorgio Donadini

Ciao, io sono Giorgio Donadini e sono un venditore con più di vent'anni d'esperienza sul campo. Con una sana passione per tutto ciò che riguarda la vendita e il marketing digitale. Fondatore del sito "LaTrattativa.com" che da anche il nome al progetto. Il mio scopo è quello di aiutare i nuovi venditori a migliorarsi con l'uso di tecnologia, psicologia e comunicazione.

Ebook Gratis

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Credits

 
 
Artist:
Jesse Spillane
 
Album:
Art Of Presentation
 
Tracks:
01. Half Hearted Revolution
02. Cake or Pie
03. Molten Snow
04. Crap Transition
05. No Disclaimer
06. Meerkats in Love
07 Sinking Feeling
08. Smiles
09. Arecibo Message
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#34 – Presentazione eBook “La Trattativa”

In questa puntata comincio a parlare del mio ebook "LA TRATTATIVA".

Show.: “L’arte della vendita for dummies”
Podcast N°34 – Il tema di oggi:

Presentazione eBook “La Trattativa”

Giorgio Donadini

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#33 – Il venditore e la cura di se stesso

Show.: “L’arte della vendita for dummies”

Podcast N°33 – Il tema di oggi:

– Il venditore e la cura di se stesso

Frase di Frank Outlaw:

Curati dei tuoi pensieri; diventeranno parole.

Curati delle tue parole; diventeranno azioni.

Curati delle tue azioni; diventeranno abitudini.

Curati delle tue abitudini; diventeranno il carattere.

Curati del tuo carattere; diventerà il tuo destino.

Il pensiero

L’effetto delle forme pensiero sulla nostra vita è evidente, in base al principio per cui “l’energia segue il pensiero”: ciò che creiamo a livello mentale, sia pure inconsapevolmente, ha un effetto sul piano materiale, condizionando la nostra vita e quella delle persone che ci circondano.

https://www.neuroscienze.net/pensare-positivo/

Le azioni

Non esistono risultati ottenibili se non c’è l’azione, è solo l’agire che trasforma la tua vita, quotidianamente, anche dalle più piccole cose.

https://www.pnlbenessere.it/pnl/agisci-trasforma-la-tua-vita/

Le abitudini

le abitudini sono una soluzione sviluppata dal nostro cervello per risparmiare energie. Solitamente infatti le attività che svolgiamo in modo abitudinario non richiedono concentrazione e nemmeno un particolare coinvolgimento emotivo, tutto questo permette quindi di risparmiare tempo e fatica.

https://www.fogliata.net/sviluppare-buone-abitudini/

Il carattere

Il termine carattere è utilizzato in ambito psicologico per descrivere le motivazioni del comportamento e i tratti di personalità che rendono ogni persona un preciso individuo diverso da un altro.

https://it.wikipedia.org/wiki/Carattere_(psicologia)

Il comportamento è il modo di agire e reagire di un oggetto o un organismo messo in relazione o interazione con altri oggetti, organismi o più in generale con l’ambiente.

https://it.wikipedia.org/wiki/Comportamento

Con il termine personalità si intende l’insieme delle caratteristiche psichiche e delle modalità comportamentali (inclinazioni, interessi, passioni) che definiscono il nucleo delle differenze individuali, nella molteplicità dei contesti in cui la condotta umana si sviluppa.

https://it.wikipedia.org/wiki/Personalità

Destino

Con il termine destino ci si riferisce a un insieme dinevitabili eventi che accadono secondo una linea temporale soggetta alla necessità e che portano ad una conseguenza finale prestabilita.

https://it.wikipedia.org/wiki/Destino

Il Fato è termine di origine latina (fatum, ovvero ciò che è detto) e originariamente indicava la decisione irrevocabile di un dio.

https://it.wikipedia.org/wiki/Destino

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#32 – Il venditore, la Via e il cambiamento.

Cos’è la via?

La Via non è un ideale armonioso che dobbiamo sforzarci di seguire, bensì il sentiero che creiamo passo dopo passo con le nostre scelte, azioni e relazioni. Inventiamo la Via in ogni momento della nostra Vita.

Non esiste una visione unitaria della Via che potrebbe mettere d’ accordo tutti i filosofi. Ma tutti quanti concordano su un punto: il processo di costruzione ha, di per sé, un potenziale infinito di trasformare noi stessi e il mondo in cui Viviamo.

https://www.amazon.it/via-nuovo-modo-pensare-qualsiasi/dp/8806223534

Cosa mette in moto il processo di costruzione?

Confucio anziché partire dai grandi interrogativi, pose un quesito basilare ma insospettabilmente profondo: Come vivi giorno dopo giorno la tua vita?

Per lui, infatti, cominciava tutto da lì ,da una domanda sulle piccole cose. Alla quale, diversamente da quanto capita con quelle complesse, ognuno di noi è in grado di rispondere.

https://www.amazon.it/via-nuovo-modo-pensare-qualsiasi/dp/8806223534

Un nuovo modo di vedere noi stessi.

Anziché vederci come sé isolati e compatti da cercare riflettendo su noi stessi, potremmo vederci come una complessa serie di emozioni, inclinazioni, desideri e tratti che spesso ci tirano in direzioni differenti e contraddittorie. In questa maniera diventiamo malleabili. Non rischiamo di dare una definizione di noi che ci blocca in un certo momento.

https://www.amazon.it/via-nuovo-modo-pensare-qualsiasi/dp/8806223534

L’approccio “Confuciano” al cambiamento.

Un approccio “Confuciano” sarebbe individuare gli schemi e poi impegnarsi per modificarli. Rompendoli ad esempio, soffocando il sospiro che ci viene spontaneo quando nostro padre si lancia in una delle sue tirate di politica (anche se l’irritazione resta), o sforzandoci di andare alla porta a salutare nostra moglie quando rientra dal lavoro

https://www.amazon.it/via-nuovo-modo-pensare-qualsiasi/dp/8806223534

I due pilastri del cambiamento.

L’immaginazione e la creatività.

L’immaginazione e la creatività vere non nascono dal pensare fuori dagli schemi né dal folleggiare, cosi come la spontaneità vera non nasce dal ballare su un tavolo nel fine settimana, conservando però un lavoro noioso. E non sono nemmeno frutto di grandi momenti di rottura che spezzano un’esistenza altrimenti grigia e banale: Sono parte integrante della vita quotidiana: ci possono essere creatività e spontaneità in ogni attimo quando percepiamo il mondo intero come un posto aperto e ricco. E un traguardo a cui arriviamo coltivando costantemente la nostra capacità di immaginare trascendendo la nostra esperienza.

https://www.amazon.it/via-nuovo-modo-pensare-qualsiasi/dp/8806223534

Credits:
 
Artist:
Jesse Spillane
 
Album:
Art Of Presentation
 
Tracks:
01. Half Hearted Revolution
02. Cake or Pie
03. Molten Snow
04. Crap Transition
05. No Disclaimer
06. Meerkats in Love
07 Sinking Feeling
08. Smiles
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Cos’è la via?

La Via non è un ideale armonioso che dobbiamo sforzarci di seguire, bensì il sentiero che creiamo passo dopo passo con le nostre scelte, azioni e relazioni. Inventiamo la Via in ogni momento della nostra Vita.

Non esiste una visione unitaria della Via che potrebbe mettere d’ accordo tutti i filosofi. Ma tutti quanti concordano su un punto: il processo di costruzione ha, di per sé, un potenziale infinito di trasformare noi stessi e il mondo in cui Viviamo.

https://www.amazon.it/via-nuovo-modo-pensare-qualsiasi/dp/8806223534

 

Cosa mette in moto il processo di costruzione?

Confucio anziché partire dai grandi interrogativi, pose un quesito basilare ma insospettabilmente profondo: Come vivi giorno dopo giorno la tua vita?

Per lui, infatti, cominciava tutto da lì ,da una domanda sulle piccole cose. Alla quale, diversamente da quanto capita con quelle complesse, ognuno di noi è in grado di rispondere.

https://www.amazon.it/via-nuovo-modo-pensare-qualsiasi/dp/8806223534

 

Un nuovo modo di vedere noi stessi.

Anziché vederci come sé isolati e compatti da cercare riflettendo su noi stessi, potremmo vederci come una complessa serie di emozioni, inclinazioni, desideri e tratti che spesso ci tirano in direzioni differenti e contraddittorie. In questa maniera diventiamo malleabili. Non rischiamo di dare una definizione di noi che ci blocca in un certo momento.

https://www.amazon.it/via-nuovo-modo-pensare-qualsiasi/dp/8806223534

 

L’approccio “Confuciano” al cambiamento.

Un approccio “Confuciano” sarebbe individuare gli schemi e poi impegnarsi per modificarli. Rompendoli ad esempio, soffocando il sospiro che ci viene spontaneo quando nostro padre si lancia in una delle sue tirate di politica (anche se l’irritazione resta), o sforzandoci di andare alla porta a salutare nostra moglie quando rientra dal lavoro

https://www.amazon.it/via-nuovo-modo-pensare-qualsiasi/dp/8806223534

 

I due pilastri del cambiamento.

L’immaginazione e la creatività.

L’immaginazione e la creatività vere non nascono dal pensare fuori dagli schemi né dal folleggiare, cosi come la spontaneità vera non nasce dal ballare su un tavolo nel fine settimana, conservando però un lavoro noioso. E non sono nemmeno frutto di grandi momenti di rottura che spezzano un’esistenza altrimenti grigia e banale: Sono parte integrante della vita quotidiana: ci possono essere creatività e spontaneità in ogni attimo quando percepiamo il mondo intero come un posto aperto e ricco. E un traguardo a cui arriviamo coltivando costantemente la nostra capacità di immaginare trascendendo la nostra esperienza.

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#31 – L’entusiasmo. Croce e delizia per il venditore

Cos’è l’entusiasmo?

Incontenibile spinta ad agire e operare dando tutto sé stesso

https://www.google.it/search

Quando ci entusiasmiamo?

A volte ci entusiasmiamo quando siamo in procinto di imbarcarci in un progetto… L’euforia deriva dall’idea di come saranno le cose dopo che avremo raggiunto l’obiettivo. Purtroppo questa emozione è spesso una sciagura che ci lascia distrutti tra progetti incompiuti, aspirazioni abbandonate e addirittura relazioni naufragate.

https://www.amazon.it/allazione-psicologia-giapponese-smettere-rimandare/dp/8844048035

Perché l’entusiasmo svanisce con il passare del tempo?

Perché è così che funziona la mente. Associa l’esaltazione alla “novità”, e una cosa è nuova solo in un primo momento. Poi ci abituiamo all’oggetto, alla persona o all’ambiente e smettiamo di essere elettrizzati.

Ci emozioniamo all’idea di imbarcarci in un nuovo progetto, che quasi sempre si rivela più difficile e più complicato del previsto, e a poco a poco possono subentrare stanchezza, confusione o frustrazione, che vanno a sostituire l’entusiasmo iniziale.

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Chi è il responsabile di questo fallimento?

In questo caso il colpevole non è tanto l’emozione in sé quanto la sua perdita, che ci spinge a rinunciare alla realizzazione dei nostri sogni, gli stessi che un tempo ci elettrizzavano. Se in un primo momento l’entusiasmo ci induce ad agire, la sua scomparsa ci porta non di rado a desistere.

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Che cosa facciamo quando l’entusiasmo ci abbandona?

Molto accantonano il progetto al quale si erano dedicati e cercano qualcos’altro… Modifichiamo le circostanze, ma non affrontiamo il problema alla radice, perciò ci limitiamo a metterci in fila per ricominciare lo stesso giro.

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Cosa dobbiamo fare per risolvere il problema?

Dobbiamo smettere di associare questa emozione alla tenacia indispensabile per passare all’azione.

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Cosa ci da la costanza e la determinazione?

La tenacia non è data dall’entusiasmo, ma dalla passione che mettiamo in ciò che facciamo.

La passione permette di fare tre cose:

  1. Stimola la curiosità
  2. E’ coinvolgente
  3. Fa perdere il senso del tempo

https://www.mauriziodalsanto.com/ci-vuole-passione-cose-la-passione-e-come-trovare-la-tua/

Credits:
 
Artist:
Jesse Spillane
 
Album:
Art Of Presentation
 
Tracks:
01. Half Hearted Revolution
02. Cake or Pie
03. Molten Snow
04. Crap Transition
05. No Disclaimer
06. Meerkats in Love
07 Sinking Feeling
08. Smiles
09. Arecibo Message
10. Number 0

#30 – Il venditore e la gestione dei momenti di crisi

Cos’è la rabbia?

La rabbia è un sentimento primordiale, di base, che è determinato dall’istinto di difendersi per sopravvivere nell’ambiente in cui ci si trova. Quindi, possiamo dire che la rabbia inizialmente ha una funzione adattiva.

https://www.stateofmind.it/2015/02/rabbia-emozioni/

 

Perché ci arrabbiamo?

Chiaramente, numerosi sono i motivi per cui è possibile perdere la calma, per esempio quando consideriamo un’altra persona responsabile per averci procurato un danno, un fastidio; oppure, se non dovessimo trovare un responsabile diretto è possibile arrabbiarsi con se stessi.

https://www.stateofmind.it/2015/02/rabbia-emozioni/

 

La rabbia e lo stress

L’autocontrollo risente dello stress. Questo perché funziona come una riserva limitata di energia, che si consuma e che deve essere rigenerata. Così, se la nostra forza di volontà è già stata messa alla prova (ad esempio, dopo un periodo di superlavoro per rispettare una scadenza), diventa difficile restare padroni di sé e non resistere a qualche tentazione.

https://www.focus.it/comportamento/psicologia/a-che-cosa-serve-la-rabbia

 

Come gestire la rabbia

La verità di fondo sta nel fatto che il conflitto è in noi e attorno a noi. È quindi indispensabile imparare a gestire il conflitto in modo efficace nel nostro ambiente.

In altre parole assertività.

è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l’interlocutore.

Sun Tzu evidenzia nel suo manuale 5 elementi fondamentali:

  1. Tao: potremmo definirlo il nostro mission statement, che definisce il chi siamo, cosa facciamo e perché lo facciamo. L’insieme di aspirazioni, azioni e comportamenti che ci fanno avere una visione chiara di noi stessi
  2. Clima: al di là delle condizioni meteorologiche più adatte per ogni battaglia, il clima sta a simboleggiare le grandi strutture universali che non possiamo controllare ma delle quali dobbiamo imparare ad accettare le coincidenze, cogliendone le opportunità.
  3. Terreno: questo terzo punto rappresenta i limiti. Le condizioni ambientali che l’esercito deve tener conto per la sua sopravvivenza o morte. I nostri limiti ci ricordano che non siamo onnipotenti. Ed è un bene. Il problema è che da essi nasce la nostra insoddisfazione. Ci sentiamo frustrati perché ognuno di noi ritiene se stesso un essere speciale non capito dal mondo circostante.
  4. Comando: è la nostra leadership, ovvero le qualità insite in noi. Nell’Arte della guerra, un generale doveva possedere saggezza, rettitudine, umanità, coraggio e severità che potremmo intendere come integrità morale.
  5. Dottrina: per Sun Tzu corrisponde a gerarchia, logistica, strategia. Noi potremmo vedere la dottrina come metodo; ossia l’insieme dei mezzi e strumenti con i quali decidiamo di gestire i nostri rapporti interpersonali in maniera consapevole.

https://www.linkedin.com/pulse/larte-della-guerra-gestione-del-conflitto-e-michela-crisci

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Jesse Spillane
 
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02. Cake or Pie
03. Molten Snow
04. Crap Transition
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06. Meerkats in Love
07 Sinking Feeling
08. Smiles
09. Arecibo Message
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#29 – Come gestire e prevenire i momenti di crisi

Cosa significa la parola “Crisi”?

Benjamin Zimmer ha percorso a ritroso la storia di “weiji” (il termine che cinese che significa “crisi”) nell’inglese, addirittura fino a un editoriale anonimo in un giornale per missionari in Cina. L’uso del termine, però, ha probabilmente guadagnato la sua importanza quando John F. Kennedy tenne un discorso a Indianapolis il 12 aprile 1959 nel quale disse:

“Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri.

Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità”.

 

Kennedy utilizzava questa frase regolarmente nei suoi discorsi ed in seguito Richard M. Nixon e altri lo fecero nuovamente. L’uso è stato adottato da consulenti finanziari e oratori motivazionali e ha guadagnato grande popolarità nelle università e sulla stampa popolare.

Alcuni linguisti hanno attribuito il successo di questa cattiva interpretazione al fatto che si tratta di un facile strumento retorico a portata di mano al quale può essere attribuito il senso di “chiamata alle armi” in chiave ottimistica.

https://it.wikipedia.org/wiki/Wēijī

Il jī di wēijī, infatti, significa qualcosa come “momento incipiente; punto cruciale (quando qualcosa comincia o si cambia).” Così, un wēijī è infatti una vera crisi, un momento pericoloso, il momento in cui le cose iniziano ad andare storto. Un wēijī indica una situazione pericolosa, nella quale uno dovrebbe essere particolarmente cauto. Non è un momento in cui uno va in cerca di vantaggi e benefici. In caso di crisi, uno vuole soprattutto salvare la propria pelle e il collo! Qualsiasi aspirante guru che sostiene opportunismo a fronte di crisi dovrebbe essere cacciato

http://pinyin.info/chinese/crisis.html

 

Quali sono le cause di una crisi

  • Crisi da inefficienza

L’efficacia indica la capacità di raggiungere l’obiettivo prefissato, mentre l’efficienza valuta l’abilità di farlo impiegando le risorse minime indispensabili. Efficacia ed efficienza sono concetti molto importanti nel mondo del lavoro ed in generale nella pianificazione e nel controllo di qualsiasi attività.

https://www.arcanetwork.it/it-it/efficienza-ed-efficacia-significato-e-differenze.aspx

 

Nell’area commerciale l’inefficienza è causata dall’esistenza di una sproporzione tra i costi di marketing e i costi sostenuti per la creazione e la gestione delle reti di vendita,da un lato, e i risultati che ne sono derivati, dall’altro.

http://www.dse.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid540706.pdf

 

  • Crisi da sovra capacità/rigidità

Ciò può essere causato da un eccesso di capacità produttiva rispetto alle possibilità di collocamento sul mercato; solitamente la sovra capacità per una singola azienda si collega a una sovra capacità a livello dell’intero settore.

http://www.dse.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid540706.pdf

 

Una crisi da rigidità può essere dovuta inoltre a uno sviluppo dei ricavi inferiore rispetto alle attese oppure a un aumento dei costi non controbilanciato da corrispondenti variazioni dei prezzi che sono soggetti a controllo pubblico.

http://www.dse.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid540706.pdf

 

  •  Crisi da decadimento dei prodotti e da carenze ed errori di marketing

Se il prodotto non risulta più attraente agli occhi dei consumatori si ha conseguentemente una perdita delle quote di mercato

http://www.dse.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid540706.pdf

 

Il declino e la crisi possono inoltre essere dovuti ad errori di marketing che si traducono in un mix di prodotti errato non in grado di soddisfare le esigenze della clientela target

http://www.dse.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid540706.pdf

 

  •  Crisi da incapacità di programmare, da errori di strategia e da carenza di innovazione

La carenza di innovazione è riferita all’incapacità di sviluppare nuove idee

http://www.dse.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid540706.pdf

 

L’incapacità di programmare è riferita sia alla mancanza di abilità nell’adattare le condizioni della gestione alle variazioni dell’ambiente esterno sia alle difficoltà di predisporre dei programmi a lungo termine individuando con precisione gli obiettivi da raggiungere.

http://www.dse.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid540706.pdf

 

  •  Crisi da squilibrio finanziario

Gli squilibri finanziari si possono tradurre in una grave carenza di mezzi propri, in una marcata prevalenza dei debiti a breve termine rispetto ai debiti a medio/lungo termine.

In limitate o nulle riserve di liquidità, in scarsa capacità di contrattare le condizioni del credito e, nei casi più gravi, in difficoltà nel rispettare i pagamenti alle scadenze definite.

http://www.dse.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid540706.pdf

Come prevenire una crisi
Definisci cosa vendi.

La prima cosa da fare durante la costruzione di un’azienda (piccola, media o grande che sia), è certamente quella di definire e catalogare con la massima chiarezza i prodotti offerti di modo che nessuno possa fraintendere il tuo operato.

https://www.danea.it/blog/gestione-aziendale-consigli-pmi/

 

Prepara un Business Plan realistico.

Ragiona per obiettivi da raggiungere nel tempo con scadenze specifiche e fai una previsione realistica dell’andamento finanziario che ti permetta di coprire tutte le spese necessarie al pieno sviluppo aziendale.

https://www.danea.it/blog/gestione-aziendale-consigli-pmi/

 

Occupati delle questioni burocratiche.

Qualsiasi sia il percorso burocratico da seguire, accertati sempre di non commettere errori, perché rischi di incorrere in sanzioni salate.

https://www.danea.it/blog/gestione-aziendale-consigli-pmi/

 

Scegli la banca giusta

Se vuoi sperare di poter gestire la tua impresa in una condizione di piena efficienza finanziaria, prima di affidarti ad uno specifico istituto di credito, devi individuare e selezionare con attenzione quello in grado di offrirti le condizioni migliori

https://www.danea.it/blog/gestione-aziendale-consigli-pmi/

 

Trova istituzioni che propongono supporto alle PMI

A livello locale, regionale e nazionale esistono svariate istituzioni ed iniziative dedicate al sostegno finanziario (e non solo) delle piccole imprese.

https://www.danea.it/blog/gestione-aziendale-consigli-pmi/

 

Dai referenze

Hai già tra le mani diversi clienti soddisfatti del tuo operato? Stila una lista e convincili a farti pubblicare nel tuo sito web le loro testimonianze, cosicché tutti possano constatare l’effettiva qualità dei servizi-prodotti offerti.

https://www.danea.it/blog/gestione-aziendale-consigli-pmi/

 

Resta sempre aggiornato.

Se vuoi gestire un’impresa competitiva, devi fare tutto il possibile per restare sempre informato sulle ultimissime novità del tuo settore lavorativo

https://www.danea.it/blog/gestione-aziendale-consigli-pmi/

 

Crea sinergie con altre imprese

Anche se non fanno proprio parte del tuo settore di appartenenza, fai il possibile per stringere legami con altre piccole imprese locali, andando a creare una solida rete di collaborazione assieme ai rispettivi titolari.

https://www.danea.it/blog/gestione-aziendale-consigli-pmi/

 

Organizza e pianifica

Uno dei consigli migliori quando si parla di gestione aziendale è quello di essere sempre sistematicamente organizzati

https://www.danea.it/blog/gestione-aziendale-consigli-pmi/

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#28 – L’intelligenza emotiva e i suoi 5 componenti

Chi è Daniel Goleman?
 
Daniel Goleman (Stockton, 7 marzo 1946) è uno psicologo, scrittore e giornalista statunitense. Ha studiato all’Amherst College. Si è laureato ad Harvard, specializzandosi in “psicologia clinica e sviluppo della personalità”, dove successivamente ha pure insegnato. A lungo ha scritto sul New York Times di temi concernenti la neurologia e le scienze comportamentali. L’opera più conosciuta di Goleman è “Intelligenza emotiva” (Emotional Intelligence) del 1995.
 
 

Cos’è l’intelligenza emotiva?

L’intelligenza emotiva viene definita come la capacità di un individuo di riconoscere, di distinguere, di etichettare e di gestire le emozioni proprie e degli altri.

 

A cosa serve l’intelligenza emotiva?

L’intelligenza emotiva permette di gestire le proprie emozioni e quelle degli altri allo scopo di raggiungere determinati obiettivi

Tratto da: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/intelligenza-emotiva.html

I 5 componenti dell’intelligenza emotiva

  1. Autocoscienza:

    L’autocoscienza è definibile come l’attività riflessiva del pensiero con cui l’io diventa cosciente di sé, attività riflessiva da cui si può avviare un processo di introspezione rivolto alla conoscenza degli aspetti più profondi dell’essere.

    Tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Autocoscienza

  2. Autocontrollo:

Galimberti (1992, 120) descrive l’autocontrollo come la “capacità di dominare, selezionare, coordinare o inibire i propri affetti, desideri o pulsioni affinché la propria condotta non pregiudichi il raggiungimento di una o più mete considerate altamente desiderabili per sé”.

Tratto da: http://web.tiscali.it/aipre/autocontrollo.htm

  1. Motivazione:

La motivazione è l’espressione dei motivi che inducono un individuo a compiere o tendere verso una determinata azione. Da un punto di vista psicologico può essere definita come l’insieme dei fattori dinamici aventi una data origine che spingono il comportamento di un individuo verso una data meta; secondo questa concezione, ogni atto che viene compiuto senza motivazioni rischia di fallire.

Tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Motivazione_(psicologia)

  1. Empatia:

L’empatia è la capacità di comprendere appieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore. Il significato etimologico del termine è “sentire dentro”, ad esempio “mettersi nei panni dell’altro”, ed è una capacità che fa parte dell’esperienza umana ed animale.

Tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Empatia

  1. Competenza sociale:

La competenza sociale è la competenza psicologica, relazionale e comunicativa, legata all’adeguata comprensione ed utilizzo, da un punto di vista cognitivo, affettivo e funzionale, delle regole di interazione sociale.

Tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Competenza_sociale

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Jesse Spillane
 
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Art Of Presentation
 
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01. Half Hearted Revolution
02. Cake or Pie
03. Molten Snow
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06. Meerkats in Love
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08. Smiles
09. Arecibo Message
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#27 – Trovare l’ispirazione per realizzare i nostri propositi quotidiani

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Se è vero che dobbiamo sempre avere degli obiettivi chiari, è altrettanto palese che sia necessario trovare quotidianamente gli stimoli per andare avanti. Questa è una cosa molto importante perché troppo spesso definiamo solo il nostro percorso a lungo termine senza pensare che per arrivarci dobbiamo necessariamente vivere tutti i giorni che ci separano da quello.
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Buona lettura