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Nicchia di mercato. 7 consigli per trovarne una redditizia

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nicchia di mercato

 

Quando decidiamo di presidiare una nicchia di mercato dobbiamo ricordarci che, per farlo, dobbiamo creare sempre dei contenuti di valore. Per farlo bene dobbiamo, prima di tutto, scegliere le persone con le quali comunicare. Più nello specifico dobbiamo identificare un problema, un interesse o un’esigenza da soddisfare. E solo successivamente potremo concentrarci sulla persona con la quale vogliamo dialogare, sulle parole che usa per cercare le informazioni, sul volume delle ricerche e tutto ciò che può servirci per prendere meglio la mira e comunicare meglio.

Di cosa parliamo oggi

Nicchia di mercato. Cos’è

Per questa definizione chiedo aiuto a Wikipedia:

“In economia la nicchia è una parte di mercato che la concorrenza non ha ancora raggiunto, o che essa ha parzialmente occupato, ma in maniera tale da non venire incontro soddisfacentemente alla domanda.

Può consistere in una parte di clientela, oppure in un determinato tipo di prodotti. Le nicchie sono in genere degli spazi piccoli, spesso ricercati da piccole imprese. Dati i costi fissi e le dimensioni modeste di una nicchia di mercato, non è detto che la sua conquista comporti la necessaria redditività”.

In questa definizione ci sono molti spunti interessanti. Infatti, parla di un una parte del mercato non ancora occupata, o presidiata male. Poi ne definisce le dimensioni che per noi venditori sono perfette.

Ci dice anche che la nicchia può essere presidiata con costi modesti. Fattore fondamentale per le nostre tasche. Alla fine, però, ci mette anche in guardia perché non è detto che una nicchia sia redditizia.

Perciò cosa dobbiamo fare per trovarne una adatta a noi?

Identificare il PIE

All’inizio, quando avevo iniziato questo progetto, non sapevo da dove cominciare. Ero molto concentrato su cosa fare. Mi sembrava la cosa più ovvia. In realtà oggi, con il senno di poi, sono consapevole del fatto che stavo facendo un grosso errore.

Ho capito che la strada giusta è sempre quella di rivolgere la nostra attenzione ad un problema, un interesse o un un’esigenza della nostra nicchia di mercato.

Questo dovrebbe essere sempre il nostro punto di partenza perché il nostro obiettivo è dare valore e solo in un secondo momento cercare di monetizzare i nostri sforzi.

Definisci la persona di riferimento

Una volta capito il PIE è essenziale creare un identikit della persona con la quale vogliamo comunicare all’interno del segmento di mercato che vogliamo colpire.

Il mio consiglio è quello di idealizzarne una vera e propria con la quale poi andremo a dialogare. E per farlo, il modo migliore è quello di porci le domande giuste.

Quanti anni ha?

Dove vive?

Che lavoro fa?

È un uomo o una donna?

Qual è il suo potere d’acquisto?

Quando si collega?

Con quale strumento lo fa? (PC, smartphone, tablet)

Che competenze ha nella materia di cui mi occupo?

Ovviamente queste sono solo alcune domande e più ce ne facciamo, più definito sarà il target che andremo a colpire all’interno della nostra nicchia di mercato.

Cerca le frasi chiave che usano

Ora le cose si fanno più serie e dobbiamo cominciare a immedesimarci nel nostro potenziale cliente e pensare a come ricerca le informazioni quando naviga in internet.

Ogni fascia di mercato ha le sue peculiarità che, tra le altre cose, determinano anche il modo in cui le persone al suo interno ricercano le informazioni. Perciò diventa essenziale capire il gergo con cui parlano e le parole che usano. Alcune domande che potremo farci potrebbero essere queste.

Il mio cliente ideale usa:

Un linguaggio tecnico?

Delle parole chiave ben definite?

Modi di dire comuni ad altri?

Tutte queste cose sono importanti perché se non intercettiamo questo linguaggio difficilmente riusciremo a entrare nel flusso delle loro ricerche e di conseguenza ci auto escluderemo dal mercato.

Analizza il volume della domanda

Seguendo questi consigli però potremo cadere in un errore piuttosto comune. Infatti, non è detto che, mettendoli in pratica, ci conducano automaticamente ad intercettare una nicchia di mercato anche solo minimamente affollata.

Per capire se il nostro ipotetico Signor Rossi, che ha quel determinato problema e che rappresenta il nostro mercato di riferimento, è veramente dove pensiamo che sia, dobbiamo fare un passo ulteriore.

Usando alcuni software, anche gratuiti, dobbiamo vedere quanti Signor Rossi ogni mese ricercano quelle parole. Se la risposta è zero allora stiamo cercando nel posto sbagliato.

Lo strumento più facile da usare per evitare questo errore è, per esempio, ubersuggest perché ci aiuta a capire queste cose e dunque ci permette di risparmiare tempo e fatica.

Verificare il livello di offerta

Certo, questo modo di cercare una nicchia di mercato è ottimo, ma se non stiamo attenti rischiamo di creare molti danni. Infatti, se il segmento di mercato che abbiamo scelto è molto affollato il rischio è quello di passare totalmente inosservati.

Perciò è utile cercare le parole chiave, come abbiamo detto in precedenza, ma dobbiamo anche vedere la loro difficoltà di utilizzo. E per farlo dobbiamo sempre usare i software adatti come, per esempio, quello visto un attimo fa.

Infatti, con questi strumenti possiamo sceglierle e sapere quanta concorrenza c’è per l’uso delle parole stesse. Più il numero che ci restituisce il software è basso, più probabilità avremo di salire nel posizionamento sui motori di ricerca. Luogo dove le persone ci possono trovare.

Trova una nicchia con bisogni specifici

Quando parliamo di bisogni specifici significa che dobbiamo dare risposte concrete. E proprio la concretezza è la cosa che dobbiamo sempre ricercare in tutto ciò che facciamo.

Lo dobbiamo fare perché condividere la teoria è molto importanti, ma non è sufficiente, perché il vero punto di svolta è quello di avere la capacità di mostrare come si fanno le cose.

Questa è una cosa importantissima perché fa la differenza tra chi ha l’esperienza sul campo e chi no. E questo è anche il motivo per cui, quando ci approcciamo al mostro mercato di riferimento, dobbiamo conoscere la materia che trattiamo.

Fai un’analisi sistematica per gruppi e potenzialità

Per finire è di vitale importanza presidiare, una volta trovata, la nostra nicchia. Farlo non è un consiglio, ma una necessità.

Per mettere in pratica questo consiglio dobbiamo analizzarla sistematicamente per capire come cresce e si popola il nostro segmento di mercato. Il rischio, se non lo facciamo, è quello di trovarci isolati senza saperne il motivo.

Tenere d’occhio la nostra nicchia però ci può aiutare anche a sondare il mercato e magari a riempirne piccole porzioni lasciate vuote o non ancora presidiate correttamente.

Il nostro lavoro dunque sta tutto nell’avere la sensibilità di capire problemi, esigenze e necessità. Nel dare soluzioni concrete con lo scopo di aiutare, prima che monetizzare.

Insomma, dobbiamo ricordarci che al centro della nostra comunicazione deve sempre esserci il nostro cliente e non noi e nemmeno i nostri prodotti.

Spero che questo articolo possa aiutati a trovare nuovi stimoli. Se hai piacere di rimanere aggiornato sui miei articoli, podcast e video ti invito a iscriverti alla newsletter. Questa ovviamente è “mail marketing free”. Perciò non riceverai spam o cose simili.

FONTE:

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AUTORE

Robin Good

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FOTO:

Foto di Colin Behrens da Pixabay

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Buona lettura