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Oggi parleremo delle attività preliminari da realizzare prima della stesura del progetto. Per farlo dobbiamo metterci nell'ordine di idee di farci alcune domande e cercare alcune informazioni che ci permettano di dare una forma alle nostre idee.

La prima cosa da fare, dunque, è quella di procurarci carta e penna, oppure un normalissimo foglio di word per poter mettere nero su bianco queste informazioni. Dobbiamo farlo perché una buona idea progettuale è di fondamentale importanza per lo sviluppo successivo del progetto.

COME STRUTTURARE UN IDEA PROGETTUALE

La definizione di una buona idea progettuale è di fondamentale importanza per lo sviluppo successivo del progetto. Essa richiede a sua volta una serie di importanti attività preliminari:

• la raccolta di informazioni relative al contesto;

• la formulazione delle motivazioni dell’azione che si intende perseguire;

• l’analisi del proprio grado di capacità nel presentare e gestire il progetto;

• la raccolta di informazioni e l’analisi di quanto già realizzato nello stesso ambito, in Europa e sul territorio di riferimento;

• la riflessione sulla possibilità di produrre un impatto significativo sui beneficiari, in linea con quanto richiesto dai finanziatori;

• la ricognizione delle fonti di finanziamento e la strutturazione di un progetto sostenibile.

http://www.guidaeuroprogettazione.eu/guida/guida-europrogettazione/getting-started-al-lavoro/valutare-idea-progettuale/

LA RACCOLTA DI INFORMAZIONI RELATIVE AL CONTESTO

Il nostro compito dunque è quello di fare una serie di importanti attività preliminari che consistono nella raccolta di informazioni relative al contesto nel quale vogliamo avventurarci.

Io, per fare gli esempi, userò il mio caso perché è anche quello con il quale, per ovvi motivi, ho più dimestichezza. Tu, da parte tua, cerca di trovare le connessioni logiche e che ti permettono di creare il tuo.

Cominciamo. Avendo lavorato per diverse aziende su diversi canali mi sono reso conto che avrei dovuto creare un progetto rivolto non solo ai venditori di una determinata categoria perché, spesso e volentieri, questi non rimangono tutta la vita in un canale ben definito, ma si spostano.

Avrei quindi dovuto lavorare sull’idea stessa di venditore perché, il più delle volte, quando ci si avvicina a questa professione la si interpreta come fosse un lavoro da dipendente.

In realtà, noi venditori, dobbiamo ricordarci sempre che quando decidiamo di intraprendere questa attività, a monte, dobbiamo farci delle domande per evitare di cambiare strada ogni volta che incontriamo una difficoltà.

Ovviamente non è scritto da nessuna parte che con un progetto ci sia il successo assicurato, ma sicuramente diminuiscono notevolmente le possibilità di fallimento.

O forse, per essere più precisi, non è che diminuiscono le difficoltà, che in realtà rimangono invariate, ma con un buon progetto possiamo mettere a frutto in modo differente i nostri fallimenti.

Questo perché, con un progetto, possiamo prendere una direzione ben precisa e nel momento in cui ci troviamo in difficoltà, mantenerla. Con il tempo, questo atteggiamento, ci darà maggiori possibilità di raggiungere i nostri obiettivi.

LA FORMULAZIONE DELLE MOTIVAZIONI DELL’AZIONE CHE SI INTENDE PERSEGUIRE

Questa formulazione dovrebbe essere sviluppata, in un primo momento, a un livello pratico.

Nel mio caso, per esempio, posso dire che lo faccio per aiutare i nuovi venditori ad avere un’idea più completa di ciò che rappresentala vendita. Ho deciso di farlo soprattutto per aiutare i nuovi venditori a strutturare un percorso professionale sostenibile.

Successivamente, però, dovremo fare tale formulazione anche a un livello superiore. Perciò dovremo trovare il motivo per il quale decidiamo di fare quello che facciamo anche e soprattutto a livello etico.

Se vogliamo dirla in modo molto semplice, dovremmo trovare il modo di renderci utili a una determinata categoria di persone attraverso la nostra creatività e soprattutto dovremmo farlo in modo concreto.

Questo secondo passo, cioè la definizione di una motivazione superiore, è una cosa da non sottovalutare perché, nei momenti di difficoltà, può aiutarci a mantenere la rotta. Perciò, anche se con le motivazioni pratiche la cosa si rivela molto più semplice, dobbiamo sforzarci di farlo sempre anche con quelle etiche.

Dovremmo dunque dare sempre molta importanza all’etica e ai valori, soprattutto quelli più profondi, perché nei momenti di vera difficoltà saremo sempre tentati di tradirli. Ma quando e se accadrà, saremo come tutti gli altri e dovremo ricominciare tutto da capo.

Con ciò voglio dire che, fare il venditore, non è semplice e farlo con successo lo è ancora meno. Perché ci sono mille cose che ci possono succedere durante il nostro percorso professionale.

Il problema, però, è che troppo spesso pensiamo di fare qualcosa solo quando siamo presi dall’entusiasmo della novità per poi trascinare le gambe per la fatica perché non ce la facciamo più.

L’entusiasmo, infatti, svanisce velocemente e da lì in poi rimane solo l’idea del progetto con le sue motivazioni pratiche e anche profonde che ci hanno animato dall’inizio e con quelle dobbiamo fare i conti.

L’ANALISI DEL PROPRIO GRADO DI CAPACITA’ NEL PRESENTARE E GESTIRE IL PROGETTO

Diciamo che un esame di coscienza sarebbe una cosa buona e giusta. A livello mentale, infatti, è molto probabile che ci sentiamo in grado di fare cose inimmaginabili e inenarrabili, tipo di supereroi. Puoi, però, di fronte alla realtà assomigliamo tremendamente a dei Fantozzi qualsiasi.

Quello che voglio dire è che non dobbiamo prendere come esempio Steve Jobs, ma più umanamente dobbiamo farlo con noi stessi e questo per poter capire cosa siamo in grado di fare realmente.

Non dobbiamo quindi spostare la nostra attenzione al futuro o al passato, piuttosto dobbiamo rimanere nel presente. Dobbiamo domandarci quali sono le nostre capacità e se esistono le condizioni per iniziare.

Con il tempo ci si migliora perché nessuno di noi nasce maestro ma, se prendiamo ad esempio Steve Jobs, quando decideremo di intraprendere il nostro progetto lo cominceremo sempre domani perché non ci sentiremo mai pronti.

LA RACCOLTA DI INFORMAZIONI E L’ANALISI DI QUANTO GIA’ REALIZZATO NELLO STESSO AMBITO

Questo significa che dobbiamo abituarci anche a guardare gli altri e non tanto per copiarli, anche se può succedere, ma soprattutto per prendere qualche spunto interessante.

A prescindere da tutto, però, l’analisi serve per capire qual è la realtà che ci circonda. Per vedere se possiamo fare qualcosa di originale.

Dobbiamo quindi cercare una nicchia che sia frequentata da persone reali perché significa che può produrre fatturato. Diversamente dovremmo crearla e da lì, poi, sperare di guadagnarci. Forse sarebbe meglio cominciare dai sentieri già battuti. Che dici?

Dobbiamo dunque guardarci attorno e reperire informazioni su chi c’è già in quella nicchia. Una volta fatto dobbiamo assolutamente crearci un’identità che sia diversa dagli altri.

Lo dico perché senza un’identità ben definita, tutto ciò che decideremo di fare sarà destinato al fallimento o almeno ad essere bellamente ignorato praticamente da tutti.

LA RIFLESSIONE SULLE POSSIBILITA’ DI PRODURRE UN IMPATTO SIGNIFICATIVO SUI BENEFICIARI DEL PROGETTO

Io, per esempio, con vent’anni di esperienza nella vendita potrei pensare di produrre un bel corsetto, vendertelo, creare un sistema di affiliazione e dunque venderlo anche alle persone che conosci tu e via così. Ma quale utilità e quale impatto potrebbe avere questo modo di vendere?

La nostra riflessione, infatti, deve partire dai benefici reali che possiamo produrre e non da quello che ci limitiamo a promettere e magari, poi, si rivelano irrealizzabili.

Tutti i nostri ragionamenti sul nostro progetto dipenderanno sempre dal beneficio che riusciremo a mettere a disposizione dei nostri interlocutori.

In questo modo potremo avere delle testimonianze reali e non essere autoreferenziali. Potremo mettere le esperienze di chi abbiamo aiutato a disposizione di altri.

Se dovessi guardare a me in futuro, probabilmente, la vedrei in questo modo: molti mi potrebbero conoscere già per aver seguito i podcast o i video, che ho intenzioni di cominciare a fare tra un po’, oppure per aver letto gli articoli o l’ebook.

Per avvicinarli a me dovrò mettere a loro disposizione delle testimonianze di persone che avranno fatto dei percorsi con me e avranno avuto dei benefici concreti.

Questo approccio fa sempre la differenza ma, come ho appena detto, dobbiamo strutturare la nostra offerta in funzione dei benefici che possiamo portare. Perché se quello che facciamo è un’accozzaglia di banalità oppure un insieme di cose rubacchiate e vendute come miracolose, non possiamo sperare di sopravvivere.

La nostra offerta, in una realtà così desolante, dovrà necessariamente essere strutturata sullo sconto, sull’offerta speciale permanente e sul bombardamento a tappeto con le ADS.

Insomma, dovremo lavorare in quel mondo che un po’ alla volta si sta saturando e sta morendo. Perché tutti cercano e vogliono il lingotto d’oro o la formula segreta per il successo che in realtà semplicemente non esiste.

LA RICOGNIZIONE DELLE FONTI DI FINANZIAMENTO E LA STRUTTURAZIONE DI UN PROGETTO SOSTENIBILE

Nel caso mio, per rendere l’idea, come fonte di finanziamento ho me stesso, perché i costi sono ancora sostenibili.

Ho un hosting, un tema WordPress, l’iscrizione a Spreaker, una app per gestire i social direttamente dal sito, un canale video su Vimeo per poter mettere dentro alcuni video che non voglio pubblicare su Youtube e altre cose che adesso non ricordo.

Sono costi che però sapevo di poter sostenere perché diluiti nell’anno. Lo voglio precisare perché, quando facciamo un progetto, potremmo pensare che sia tutto fattibile e soprattutto gratis.

Nella realtà, invece, il nostro progetto, appena viene messo alla prova, esplode come la bomba atomica perché è insostenibile. E magari scopriamo che non solo lo è dal punto di vista economico, ma anche da quello del tempo.

La sostenibilità perciò deve essere pensata in funzione del tempo e del danaro che pensiamo di poter investire. E per farlo nel modo corretto, il mio consiglio è quello di prendere carta e penna oppure un computer e stilare un elenco.

Un po’ alla volta, poi, di settimana in settimana andremo a modificarlo, ma inizialmente è importante farsi un’idea. Anche se non è approfondita e dettagliata è importante metterla per iscritto in modo da poterla guardare fisicamente.

CONCLUSIONE

Ti ricordo infine di iscrivervi al canale Telegram t.me/latrattativa per ascoltare il minipodcast giornaliero. Se invece vuoi scaricare l’ebook gratuito “La Trattativa”, che dà anche il nome progetto, puoi andare sulla Home di questo sito e seguire le indicazioni.

Ciao, buona giornata e ricorda che “Chi poco vuole nulla stringe”.

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