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@giorgiodonadini

Cicerone: L’arte di comunicare. Puntata N°9

L’utilità di conoscere argomentazioni generali, i luoghi comuni e come fare in modo che siano utili per sostenere la nostra tesi

Utilità di alcune argomentazioni generali

Poiché è evidente che i temi sui quali possono sorgere discussioni non sono legati ai singoli uomini o alle specifiche circostanze, ma sono riconducibili ad alcune questioni di origine generale, sarebbe opportuno che chi mira a distinguersi nell’arte di comunicare possedesse in modo solido e chiaro questo repertorio di argomentazioni.

I luoghi comuni

Un buon oratore farà in modo di conoscere questi repertori e di utilizzarli in modo appropriato, risalendo ai principi generali dei quali derivano quelli che vengono chiamati i luoghi comuni. Non dovrà però abusarne.

Come infatti dei campi fertili e produttivi non nascono soltanto frutti ma anche erbacce assai dannose per i raccolti, così da quei repertori di luoghi comuni possono essere ricavate idee insignificanti, estranee al tema affrontato nel discorso o addirittura inutili.

Come sostenere la propria tesi

In un discorso persuasivo e opportuno basarsi su ciò che vi è di buono nella tesi, abbellirlo e ampliarlo; Bisogna soffermarsi, indugiare, insistere sugli elementi positivi e parallelamente evitare quelli negativi e sfavorevoli, senza tuttavia dare l’impressione di sfuggire essi, bensì rendendoli meno evidenti attraverso l’ampliamento e l’abbellimento dei punti di forza.

In sintesi, sono due le indicazioni, all’apparenza ovvie e tuttavia fondamentali:

  • la prima è di non replicare mai su temi ed argomentazioni imbarazzanti o troppo complesse

Tuttavia, bisogna ammettere che quando in una discussione si viene attaccati con troppa forza è meglio cedere, ovviamente senza dare impressione di fuggire o di arrendersi bensì assumendo un atteggiamento composto e dignitoso.

La seconda indicazione è quella alla quale si dovrebbe prestare maggiore attenzione e dedicare il maggiore impegno: bisogna preoccuparsi non tanto di rafforzare la propria tesi quanto di non danneggiarla

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Buona lettura