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10 cose da sapere sulla Call To Action

10 cose da sapere sulla Call To Action

Ciao, oggi parleremo di “Call To Action”, cioè dell’invito all’azione che dobbiamo sempre usare all’interno della nostra comunicazione. Con questo intendo dire che sarebbe giusto usare le CTA anche nelle varie fasi della vendita anche al di fuori del web.
In realtà le CTA sono nate ben prima del web e sono usate da sempre anche nel marketing tradizionale. Per avere un’idea più precisa di ciò ci cui sto parlando oggi vedremo cos’è una CTA, quando dobbiamo usarla e capiremo la sua utilità.
Nella seconda parte vedremo anche le tipologie di CTA che possiamo usare, come dobbiamo strutturarle perché abbiano successo e dove dobbiamo posizionarle. Faremo infine una piccola carrellata con alcuni esempi.

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Fonti

Autori

Cos’è una CTA

La Call to action è un invito a compiere una determinata azione, identificabile come messaggio testuale univoco e veicolato attraverso un bottone o un widget.

https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/call-to-action/

Quando serve

ogni strategia di marketing non può prescindere da una call to action

https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/call-to-action/

Tradizionalmente, le call-to-action (CTA) fanno parte della pubblicità tradizionale e del marketing anche di carattere Outbound. Traducibili con "chiamate all'azione", esse non sono altro che delle frasi esortative, corredate da un segno grafico o da un'intonazione della voce che le distinguono dal resto del flusso di informazioni

https://www.dmep.it/inboundmarketing/creare-call-to-action-efficaci

Qual è la sua utilità

Qualunque sia l’obiettivo di marketing alla base di una CTA – dall’acquisizione di lead alla ricezione di una donazione, fino all’acquisto online – è bene talvolta distinguere il processo di conversione dell’utente in più fasi, ciascuna contraddistinta da un preciso valore aggiunto.

https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/call-to-action/

Le tipologie di CTA

Ogni website ha una propria call to action primaria: dal classico “registrati” a forme sempre più complesse di coinvolgimento degli utenti…

…esistono tuttavia ulteriori azioni che rientrano nella definizione di call to action secondaria, quali l’invito alla lettura di un articolo, cioè un’azione che richiede all’utente uno sforzo minore, ma non per questo priva di valore.

https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/call-to-action/

La call to action positiva, che poi è quella che dovremmo prediligere, racchiude un importante beneficio. Ma non un beneficio qualunque: un beneficio appetibile per il nostro pubblico (Non perdere le migliori promozioni del mese, Sì, voglio davvero dimagrire!)

La call to action neutra è quella che non parla né di benefici né di sforzi particolari per ottenere questo o quel vantaggio. L’esempio classico di CTA neutra è “Clicca qui” o “Scopri di più”

la call to action negativa, chiamata così perché mette al primo posto l’azienda e i suoi interessi e solo in ultima battuta il lettore (Acquista ora il videocorso, Iscriviti alla nostra newsletter)

https://www.digitalic.it/internet/call-to-action

Com’è strutturata una CTA

Una CTA è composta da una parte copy e una visual e ognuna di esse ha un impatto diretto sulle conversioni nonostante abbiano ruoli diversi.

https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/call-to-action/

La parte visual

Il visual è un fattore chiave essenziale per una call to action di successo, anzi, nella maggior parte dei casi ne costituisce l’elemento identificativo per eccellenza

https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/call-to-action/

La parte copy

Una call to action efficace deve descrivere chiaramente il motivo per cui un utente dovrebbe essere indotto a compiere l’azione desiderata ricorrendo così ad un copy persuasivo, chiaro e fondato su una richiesta univoca

https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/call-to-action/

La posizione ideale

se il prodotto/offerta è molto semplice e l’utente non deve compiere grandi ragionamenti per l’acquisto, allora posizionare la call to action above the fold è la scelta migliore; se il prodotto/offerta è complesso e l’utente deve apprendere molte informazioni per compiere una decisione consapevole, posizionare la call to action below the fold è la scelta migliore

https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/call-to-action/

Il modo per creare una CTA di successo

• Coerenza tra adv e lanidng page ( font, messaggio, colori)
• Forte ed evidenziata USP ( Unique Selling Proposition)
• Utilizzo di feedback/testimonianze • Utilizzo di Live Chat per supporto

https://it.quora.com/Qual-è-la-chiave-del-successo-per-una-“landing-page”

• Il termine “Gratis”, infatti, cattura immediatamente l’attenzione
• dai del tu e chiedi di essere seguito in modo informale, costruendo così un rapporto di familiarità e fiducia
• un’altra ottima strategia è permettere che si testi il prodotto o il servizio

https://www.dmep.it/inboundmarketing/creare-call-to-action-efficaci

Sicuramente testare i visual e i copy più efficaci mettendo a confronto diverse soluzioni visive e testuali, sperimentando i diversi posizionamenti all’interno della pagina e facendo attenzione alle combinazioni di parole, è una pratica che dovrebbe riguardare ogni aspetto specifico di una strategia di marketing

https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/call-to-action/

Tipologie di CTA

Ogni strumento utilizzato per fare marketing ha una propria call to action con specifiche caratteristiche e specifiche funzioni:

• Attraverso l’inserimento di una call to action all’interno di una landing page
• Inserita all’interno di un sito web
• alla fine di un post come invito a commentare o iscriversi a una newsletter
• come banner contenente una call to action nella sidebar
• come call to action slide in meno invasiva di un pop-up
• social call to action che attraverso i pulsanti o particolari widget invitano alla condivisione dei contenuti

https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/call-to-action/

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Tre domande sull'influencer marketing

Tre domande sull’influencer marketing

In questa puntata del podcast, la numero 50, risponderemo a tre domande sull'influencer marketing. Nel rispondere ho cercato di adattare le risposte anche alla vendita reale. Infatti le regole del web marketing possono essere applicate anche alla vendita vera, quella fatta di persona, dove la trattativa spesso non permette errori.

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Crea il tuo progetto professionale (quinta parte)

Crea il tuo progetto professionale (quinta parte)

In questa puntata del podcast, la numero 49, e anche l’ultima dedicata alla scrittura di un progetto professionale, parleremo di tre argomenti. Come illustrare i risultati che ci attendiamo di raggiungere con il progetto, come definire i mezzi e i costi per portarlo a compimento. Tutti punti fondamentali per non trovarsi impantanati in un fallimento epocale.

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Logica dell’intervento: Risultati attesi

Questioni fondamentali:

● Quali sono i risultati (concreti e misurabili) che il progetto deve conseguire per raggiungere il suo obiettivo?

Altri elementi del quadro logico: Mezzi

Domande da porsi:

● Quali mezzi e quali risorse (umane e finanziarie) occorrono per realizzare le attività del progetto?
● In quale misura si tratta di risorse disponibili presso l’organizzazione o rese disponibili dai partner del progetto?
● L’analisi dei mezzi necessari rende opportuno un ampliamento / modifica del partenariato?

Altri elementi del quadro logico: Costi

Domande da porsi:

● Quali sono i costi del progetto, per l’organizzazione proponente, per i suoi partner e per l’ente che cofinanzierà il progetto?
● Si tratta di costi proporzionati rispetto ai risultati e all’obiettivo che si intende raggiungere?
● Sono costi che è possibile provare attraverso una verifica contabile formale?
● L’utilizzo delle risorse è sostenibile per le organizzazioni proponenti?
● Le attività avviate o i loro benefici potranno continuare dopo la fine del progetto in assenza di un intervento esterno?

http://www.guidaeuroprogettazione.eu/guida/guida-europrogettazione/getting-started-al-lavoro/valutare-idea-progettuale/

RISULTATI ATTESI

Il risultato deve essere concreto e misurabile. Concreto perché deve produrre risultati pratici e che aiutino realmente. Misurabile perché è l’unico modo per poter dare un riscontro oggettivo al tutto.

Come dico spesso, la teoria è fondamentale, ma se non riusciamo a mettere in pratica gli insegnamenti che riceviamo, faremo un lavoro pressoché inutile.

Per il mio progetto mi aspetto di:

  • Migliorare le competenze dei venditori
  • Stimolare l’imprenditoria nel settore commerciale
  • Diminuire l’abbandono della professione soprattutto ad inizio carriera

MEZZI

Per perseguire qualunque progetto dobbiamo possedere i mezzi per realizzarlo. Per questo dobbiamo fare una lista di tutto ciò che ci può servire.

Probabilmente alcune cose le avremo già a disposizione, mentre altre dovranno essere messe in preventivo. Per questo è importantissimo definire, a priori, i mezzi che dovremo utilizzare.

Diversamente corriamo un grosso rischio che si concretizza nel momento in cui non possiamo, per mille motivi, accedere al mezzo che avevamo pianificato di utilizzare.

Ovviamente questo rischio lo estendo anche alle competenze necessarie per utilizzare tali mezzi, perché è perfettamente inutile pensare di utilizzare lo Space Shuttle senza sapere nemmeno come si fa un aeroplanino di carta.

Per il mio progetto i mezzi sono questi:

Hardware

  • PC di media gamma
  • Microfono a condensatore
  • Webcam 4K

Software

  • Programma per post produzione audio
  • Programma per post produzione video

Software Cloud

  • Hosting
  • Tema WordPress
  • Iscrizione a piattaforma spreaker
  • Strumenti vari

Altro

  • Destinare un luogo fisico dell’abitazione per la realizzazione dei video e dei podcast

COSTI

Qui si schiantano la maggior parte dei progetti che vengono pensati e idealizzati come la piramide di Cheope senza considerare che per realizzarli ci vorrebbe il PIL dell’Italia.

Ciò significa che tutto deve essere pianificato a partire dai costi e dalla loro sostenibilità nel tempo.

Per quanto riguarda i costi per il mio progetto:

Attualmente:

  • Totalmente a mio carico e comunque perfettamente sostenibili

In Futuro:

  • Creazione di corsi per finanziare la crescita del progetto
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Crea il tuo progetto professionale (quarta parte)

Crea il tuo progetto professionale (quarta parte)

In questa puntata del podcast vedremo con quali mezzi andremo a realizzare il nostro progetto. Infatti, fino a ora, lo abbiamo visto solo a grandi linee e poi siamo scesi nei particolari, ma sempre riferendoci ai contenuti che vogliamo produrre. Adesso invece iniziamo a vedere quali strumenti dovremo usare per rendere fruibili i nostri servizi, perché un conto è ciò che vogliamo fare e un altro è come vogliamo realizzarlo. Qui, infatti, si incagliano la maggior parte dei progetti.

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Introduzione

Logica dell’intervento: Attività

Questioni fondamentali:

● Quali azioni sono necessarie affinché il progetto consegua i risultati attesi?

● Attraverso quali modalità e in quali fasi si intende realizzarlo?

Consigli:

● Dettagliare le attività in modo sufficientemente ampio (la lista delle attività, possibilmente organizzata in fasi, deve fornire un chiaro piano d’azione);

● verificare la pertinenza e l’impatto delle azioni nel raggiungimento dei risultati (1 gruppo di azioni = 1 risultato, come da esempio);

● verificare la fattibilità delle azioni (in termini di costi, risorse, tempi, numero ed entità delle attività da realizzare, ecc.);

● verificare l’ammissibilità del tipo di azioni proposte ai fini del bando cui si intende partecipare.

http://www.guidaeuroprogettazione.eu/guida/guida-europrogettazione/getting-started-al-lavoro/valutare-idea-progettuale/

ATTIVITA’

In questa puntata del podcast vedremo con quali mezzi andremo a realizzare il nostro progetto. Infatti, fino a ora, lo abbiamo visto solo a grandi linee e poi siamo scesi nei particolari, ma sempre riferendoci ai contenuti che vogliamo produrre. Adesso invece iniziamo a vedere quali strumenti dovremo usare per rendere fruibili i nostri servizi, perché un conto è ciò che vogliamo fare e un altro è come vogliamo realizzarlo. Qui, infatti, si incagliano la maggior parte dei progetti.

- PODCAST

È la prima cosa da fare soprattutto perché è semplice. Infatti è un ottimo strumento per fare content marketing e iniziare la costruzione del nostro Personal Branding.

Per farlo basta un telefono con le sue cuffie che posseggono un microfono, un PC anche vecchio e un programma che si chiama Audacity che è totalmente gratuito.

Perciò la barriera economica praticamente inesistente lo rende uno strumento perfetto per cominciare.

- VIDEO

Il video è uno strumento perfetto per farsi conoscere, ma ha una barriera d’ingresso un po’ più elevata. Richiedere quindi un piccolo budget, ma visti i risultati che si possono ottenere è un passo da fare sicuramente.

Il video permette di fare cose che con i podcast non possiamo realizzare e cioè tutto ciò che deve essere illustrato per essere capito. L’esempio più semplice è il tutorial che permette alle persone di imparare a fare alcune cose alle cui sono interessate.

Questo è uno strumento perfetto per farsi conoscere e per acquisire credibilità.

- CORSI ON LINE SUL SITO

Il corso online è molto utile perché ne permette la fruizione in ogni momento. Significa che non c’è il vincolo di presenza e quindi diventa uno strumento molto duttile per fare formazione.

Questo tipo di corsi però ha dei lati positivi e altri negativi.

Per poterli fare, infatti, è necessario avere già una certa credibilità e quindi avere già guadagnato la fiducia degli iscritti.

È innegabile, però, che possano essere venduti a un prezzo congruo al reale valore del contenuto.

- CORSI ON LINE SU PIATTAFORME ESTERNE

Questo tipo di corso ha più o meno le caratteristiche del precedente, ma differisce parecchio per il tipo di clienti che ne usufruiscono.

Rispetto al precedente si ribaltano le peculiarità positive e negative.

Questi corsi, infatti, devono essere creati per costruirsi una credibilità e dunque c’è la necessità di pubblicare contenuti di grande valore, ma a costi decisamente bassi.

- WEBINAR

La parola significa Web Seminar. Perciò stiamo parlando di seminari in formato digitale.

Il webinar è uno strumento molto potente per dare valore alla community perché permette a tutti di partecipare a discussioni di gruppo, ma senza l’obbligo di spostarsi fisicamente.

Il lato positivi è costituito dal fatto che si tratta di uno strumento di enorme valore per la formazione, quello negativo che per usarlo correttamente servono degli strumenti adatti e una comunità forte già esistente.

Gli strumenti sono un computer adatto, una connessione che regga il flusso di dati e dei software stabili.

- CORSI IN AULA

Questo è un passaggio fondamentale perché una community diventa tale solo quando c’è il contatto fisico.

Fino a quel momento ognuno vivrà la propria vita e dedicherà attenzione alla community solo quando ne avrà tempo.

Con l’approccio fisico invece l’impegno deve essere organizzato. Questo permette alla community di scalare la classifica delle priorità.

Ovviamente ciò comporta anche che la frequenza d’incontro di una community fisica non può essere la stessa di quella virtuale.

- PATREON

Il Patreon è una forma particolare di Membership che si basa sulle donazioni degli utenti. È uno strumenti che da un po’ è salito alla ribalta perché permette le micro-donazioni a partire da 1 euro e prevedere il pagamento ricorrente mensile.

Sicuramente è uno strumento versatile, facile da usare e completo di tutto, compresa tutta la parte di fatturazione mensile ai donatori.

Il contro è che non permette di applicare molte strategie di marketing che invece sarebbe opportuno poter perseguire. In pratica è uno strumento ottimo per cominciare, ma molto limitato se si vuole fare un passo in più.

Per esempio, se si vuole donare non è sufficiente pagare, ma prima bisogna iscriversi alla piattaforma Patreon e poi procedere.

D’altro canto, è una membership a costo zero che si può adattare alla perfezione con WordPress tramite un banale plugin.

- AREA RISERVATA

L’area riservata è probabilmente lo strumento più avanzato per gestire un business online. Permette di fare praticamente ogni cosa.

Esistono dei plugin di WordPress ma anche veri e propri siti specializzati che danno servizi completi e scalabili.

Con le Membership di possono creare Funnel di vendita complessi e applicare strategie di marketing anche molto avanzate.

Il contro è che, a patto di accontentarsi di versioni base, sono strumenti piuttosto costosi e spesso non così facili da usare.

Resta il fatto che si tratta di uno strumento fondamentale se si vuole far crescere il proprio business.

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Crea il tuo progetto professionale (terza parte)

Crea il tuo progetto professionale (terza parte)

In questa puntata del podcast parleremo di come spiegare i risultati che vogliamo ottenere con il nostro progetto. Ovviamente questi, per raggiungere l'obiettivo, devono essere sempre definiti sotto forma di benefici che riusciremo ad apportare con la nostra iniziativa. Perciò qualunque sia il risultato che ci proponiamo di raggiungere deve sempre essere raccontato dal punto di vista della persona che ne beneficerà e non dal nostro.

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Logica dell’intervento: Risultati attesi

Questioni fondamentali:

● Quali sono i risultati (concreti e misurabili) che il progetto deve conseguire per raggiungere il suo obiettivo?

● Ovvero: in quali dimensioni si articola il problema che si intende affrontare o il beneficio che si intende apportare?

Consigli:

● Lo stesso obiettivo può essere raggiunto perseguendo risultati anche molto diversi, ma è necessario effettuare una selezione. L’identificazione dei risultati attesi ha dunque una valenza strategica e determina la natura stessa del progetto

● Verificare la pertinenza e l’efficacia delle scelte (chiara correlazione logica e impatto significativo dei risultati attesi sull’obiettivo)


LINK

http://www.guidaeuroprogettazione.eu/guida/guida-europrogettazione/getting-started-al-lavoro/valutare-idea-progettuale/

PREMESSA

Come sempre faccio una premessa per dire che uso il mio progetto come esempio perché, come è naturale che sia, è quello con cui mi trovo più a mio agio e quello che riesco ad argomentare meglio.

Tu usalo come esempio e adattarlo al tuo in modo tale da poter dare un’idea chiara dei risultati che vuoi ottenere.

RISULTATI ATTESI

Voglio raggiungere questi quattro risultati per dare concretezza all’intero oggetto:

  • Migliorare le competenze del venditore sia dal punto di vista della gestione della trattativa, sia per quel che riguarda l’uso dell’approccio digitale alla professione.
  • Stimolare i venditori a studiare e applicare nuovi metodi di lavoro.
  • Fare in modo che il venditore non abbandoni l’attività di fronte alla prima difficoltà.
  • Dare dignità a una professione che troppo spesso viene denigrata perché fraintesa.
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Crea il tuo progetto professionale (seconda parte)

Crea il tuo progetto professionale (seconda parte)

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In questa fase i consigli sono simili a quelli del passaggio precedente. Quindi dobbiamo assicurarci che i mezzi che useremo ci permettano di raggiungere effettivamente l'obiettivo.

Logica dell’intervento: Obiettivo specifico

Esempio: voglio creare nuove opportunità professionali nel settore commerciale per i giovani venditori senza esperienza e venditori esperti che vogliono approcciarsi al digitale usando:

● Personal branding
● Funnel marketing
● Content marketing
● Psicologia della vendita
● Risorse digitali
● Lead generation

Consigli:

● Verificare che l’obiettivo corrisponda a un bisogno effettivo e prioritario per i beneficiari cui si rivolge (rilevanza)
● Verificare che esistano le condizioni per un’effettiva domanda e offerta di quanto realizzato dal progetto
● Evitare la duplicazione di altri interventi (anche nell’ottica di non “sovraccaricare” i beneficiari, seppur con azioni diverse)

Questioni fondamentali:

● Qual è il problema specifico che si desidera affrontare e risolvere attraverso il progetto?
● A quale bisogno risponde il progetto e quale beneficio dovrebbe apportare alle categorie di beneficiari ai quali di si rivolge?

http://www.guidaeuroprogettazione.eu/guida/guida-europrogettazione/getting-started-al-lavoro/valutare-idea-progettuale/

PREMESSA

Come sempre ricordo che questo esempio serve per fare un esempio concreto di come si costruisce un progetto professionale.

Prendo la mia realtà perché è quella attraverso la quale posso esprimermi meglio. Ovviamente questi testi, successivamente, diventeranno parte integrante della descrizione del mio progetto è pubblicati sul l’apposita pagina del mio sito.

CONSIGLI

In questa fase i consigli sono simili a quelli del passaggio precedente. Quindi dobbiamo assicurarci che i mezzi che useremo ci permettano di raggiungere effettivamente l’obiettivo.

Dobbiamo anche verificare che domanda e offerta trovino un punto d’incontro perché se produciamo il miglior progetto del mondo, ma nessuno ne usufruisce, allora diventa un banale esercizio di stile.

Ultimo consiglio, come già ripetuti in precedenza, è quello di prendere spunti da tutti evitando però di duplicare progetti altrui. Ne va della nostra credibilità.

OBIETTIVO SPECIFICO

Come anticipato qui sopra, voglio costruire un progetto che dia spazio a diversi argomenti. Lo voglio fare perché credo sia utile spiegarli e integrarli tra loro per fare in modo che diventino veramente utili.

Quindi approfondirò argomenti come:

  • Personal branding: perché è molto importante farsi conoscere e soprattutto riconoscere. Finché rimarremo uno tra i tanti venditori che presidiano il mercato faremo sempre una fatica immane a vendere
  • Funnel marketing: perché è molto importante avere un metodo che ci permetta di trasformare un normale contatto in un cliente. Ma ancora più importante è avere un metodo che possa essere ottimizzato per aumentarne la percentuale di conversione.
  • Content marketing: perché è l’unico strumento veramente utile per farci conoscere e per trasmettere ai nostri interlocutori i nostri valori, le nostre idee e la nostra personalità. Il Content marketing ci permette di creare confidenza con i clienti e costruire un rapporto di fiducia con quelli che condividono il nostro modo di vedere le cose. In sostanza è come se facessimo la selezione all’ingresso.
  • Psicologia della vendita: perché ci sono mille modi di interpretare la nostra professione, ma fino a quando non impariamo a dare importanza a tutte le sue componenti rischiamo di farlo in modo puramente meccanico. La realtà invece insegna che il suo valore sta nel modo in cui lo facciamo e come riusciamo a rendere unica l’esperienza del nostro cliente.
  • Risorse digitali: perché la tecnologia oggi ci può aiutare a risparmiare tempo, fatica e danaro. Bisogna però fare le cose in modo ordinato e dando una logica a ciò che stiamo facendo. La tecnologia infatti può rivelarsi il nostro miglior alleato, ma se usata in modo inappropriato può rivelarsi il nostro limite più grande. Oggi, applicarla ai nostri progetti, può fare la differenza tra la sostenibilità del progetto stesso e il suo fallimento.
  • Lead generation: perché il nostro lavoro deve essere costruito sull’ottimizzazione della gestione dei clienti esistenti, ma anche sulla costruzione di un portafoglio che ne comprenda sempre di nuovi. Non si è mai sentito, infatti, di un venditore che non curi la ricerca di nuove opportunità commerciali. Il fatto è che la ricerca deve essere fatta in modo da poter monitorare i costi e soprattutto con la possibilità di ottimizzare il processo stesso d’acquisizione.

QUESTIONI FONDAMENTALI

Con questo progetto, dunque, voglio affrontare due problemi che abitualmente incontra il venditore e cioè:

  • Questo metodo può aiutare il venditore a concentrarsi sul proprio lavoro senza dover spendere troppo tempo nella ricerca di informazioni e dedicandosi esclusivamente sulla loro applicazione ordinata.

CONTATTI

Per qualunque domanda puoi contattarmi:

Profilo Telegram: @giorgiodonadini

Mail: [email protected]

Oppure puoi lasciare un commento qui sotto!

 

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Il quadro logico del progetto professionale (prima parte)

Crea il tuo progetto professionale (prima parte)

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Oggi cominceremo a scrivere il progetto partendo dalle basi e cioè dagli obiettivi generali che ci proponiamo di raggiungere. Per fare un esempio concreto creerò metterò per iscritto il mio progetto.

Per prima cosa diamo una definizione del quadro logico.

Vediamo cos’è e a cosa serve:

IL QUADRO LOGICO

Il “quadro logico”

In primo luogo, la solidità di un’idea progettuale può essere valutata sulla base delle categorie del cosiddetto quadro logico dell’intervento (logical framework).

L’elaborazione del quadro logico costituisce uno dei primi passi dell’attività di progettazione e permette di sintetizzare in un solo documento gran parte del lavoro di analisi preliminare alla formulazione del progetto vero e proprio.

http://www.guidaeuroprogettazione.eu/guida/guida-europrogettazione/getting-started-al-lavoro/valutare-idea-progettuale/

Ora invece diamo un’occhiata alla logica dell’intervento per la definizione di un biettivo generale: 

LOGICA DELL'INTERVENTO

Obiettivo generale

Esempio: Promuovere l'integrazione digitale nella professione del venditore per rendere la sua attività più sostenibile.

Questioni fondamentali:

● Qual è l’impatto più generale che si desidera creare sulla categoria di riferimento?

● In che misura tale impatto è coerente con le esigenze della stessa categoria professionale e differisce invece da altri attori-chiave che operano nel settore?

Consigli:

● Identificare la categoria di riferimento

● Verificare che l’obiettivo corrisponda a bisogni strategici e prioritari della categoria professionale che si vuole intercettare. Per il tipo di progetto (rilevanza), nonché per gli obiettivi previsti

● Evitare la duplicazione con altri interventi in corso o già realizzati

http://www.guidaeuroprogettazione.eu/guida/guida-europrogettazione/getting-started-al-lavoro/valutare-idea-progettuale/

PREMESSA

In questo articolo creo un “Quadro Logico” del mio progetto perché credo sia il modo migliore per fare un esempio concreto di come lo deve scrivere. Ciò significa che ognuno lo deve poi personalizzare e adattare alle proprie esigenze.

CONSIGLI

Alla luce dell’esempio che faremo qui di seguito è importante ricordare alcune cose per non perderci nella compilazione del progetto.

Dobbiamo sempre ricordarci di:

  • Fare un identikit della persona con la quale vogliamo creare un canale di comunicazione. Anche perché ad ogni categoria corrisponde un modo diverso di comunicare.
  • Verificare che il nostro progetto colpisca dei bisogni strategici del nostro potenziale cliente. E soprattutto che ci sia l’urgenza di risolvere il problema. Meno questa sarà percepita, più difficoltà incontreremo per spingere il cliente all’azione.
  • Caratterizzare il nostro progetto in modo che si distingua dagli altri. Per evitare di sembrare uno dei tanti progetti duplicati, dobbiamo dargli una personalità ben definita. L’obiettivo però si raggiunge solo se ci rivolgiamo ad una nicchia di mercato ben precisa alla quale dobbiamo dare soluzioni concrete ed efficienti.

OBIETTIVO GENERALE

L’obiettivo generale, come è naturale che sia, è contenuto all’interno del motto del mio progetto.

Aiuto I venditori a vendere meglio grazie all’uso di tecnologia, psicologia e comunicazione“.

Significa che con questo progetto voglio aiutare due categorie professionali:

  • I venditori che hanno poca esperienza
  • I venditori esperti che però hanno dei problemi con l’approccio al digitale

Nel primo caso cerco di aiutarli spiegando loro la psicologia della vendita e le regole della comunicazione. Per gli altri invece concentro la mia attenzione sulle tecnologie digitali da adoperare e soprattutto su come usarle a meglio per avere dei risultati concreti.

QUESTIONI FONDAMENTALI

L’impatto generale che voglio creare è quello di strutturare un sistema, costituito di vari passaggi, che permetta alle due categorie di trarne dei vantaggi concreti.

Nel primo caso ci saranno delle lezioni teoriche corredate di esempi per spiegare come approcciarsi alla vendita, nell’altro dei tutorial che gli aiutino ad usare la tecnologia per raggiungere gli obiettivi.

Questo percorso è coerente con le esigenze della categoria in quanto, le aziende mandanti, generalmente non forniscono alla loro forza vendita questi percorsi di crescita.

Spesso, infatti, si limitano a proporre corsi di vendita pura o semplici spiegazioni del prodotto fine a se stesse.

Oggi però il venditore, deve essere accompagnato in un percorso di crescita professionale che lo formi sotto diversi punti aspetti:

  • Personal branding
  • Funnel marketing
  • Content marketing
  • Psicologia della vendita
  • Risorse digitali
  • Lead generation

E questi sono solo alcuni aspetti che il venditore moderno deve considerare per poter competere nel mercato.

Se vuoi metterti in contatto con me basta che lasci un commento qui sotto e ti risponderò il prima possibile. Ciao, buona giornata

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L'arte della vendita for dummies

Come strutturare un idea progettuale vincente

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Oggi parleremo delle attività preliminari da realizzare prima della stesura del progetto. Per farlo dobbiamo metterci nell'ordine di idee di farci alcune domande e cercare alcune informazioni che ci permettano di dare una forma alle nostre idee.

La prima cosa da fare, dunque, è quella di procurarci carta e penna, oppure un normalissimo foglio di word per poter mettere nero su bianco queste informazioni. Dobbiamo farlo perché una buona idea progettuale è di fondamentale importanza per lo sviluppo successivo del progetto.

COME STRUTTURARE UN IDEA PROGETTUALE

La definizione di una buona idea progettuale è di fondamentale importanza per lo sviluppo successivo del progetto. Essa richiede a sua volta una serie di importanti attività preliminari:

• la raccolta di informazioni relative al contesto;

• la formulazione delle motivazioni dell’azione che si intende perseguire;

• l’analisi del proprio grado di capacità nel presentare e gestire il progetto;

• la raccolta di informazioni e l’analisi di quanto già realizzato nello stesso ambito, in Europa e sul territorio di riferimento;

• la riflessione sulla possibilità di produrre un impatto significativo sui beneficiari, in linea con quanto richiesto dai finanziatori;

• la ricognizione delle fonti di finanziamento e la strutturazione di un progetto sostenibile.

http://www.guidaeuroprogettazione.eu/guida/guida-europrogettazione/getting-started-al-lavoro/valutare-idea-progettuale/

LA RACCOLTA DI INFORMAZIONI RELATIVE AL CONTESTO

Il nostro compito dunque è quello di fare una serie di importanti attività preliminari che consistono nella raccolta di informazioni relative al contesto nel quale vogliamo avventurarci.

Io, per fare gli esempi, userò il mio caso perché è anche quello con il quale, per ovvi motivi, ho più dimestichezza. Tu, da parte tua, cerca di trovare le connessioni logiche e che ti permettono di creare il tuo.

Cominciamo. Avendo lavorato per diverse aziende su diversi canali mi sono reso conto che avrei dovuto creare un progetto rivolto non solo ai venditori di una determinata categoria perché, spesso e volentieri, questi non rimangono tutta la vita in un canale ben definito, ma si spostano.

Avrei quindi dovuto lavorare sull’idea stessa di venditore perché, il più delle volte, quando ci si avvicina a questa professione la si interpreta come fosse un lavoro da dipendente.

In realtà, noi venditori, dobbiamo ricordarci sempre che quando decidiamo di intraprendere questa attività, a monte, dobbiamo farci delle domande per evitare di cambiare strada ogni volta che incontriamo una difficoltà.

Ovviamente non è scritto da nessuna parte che con un progetto ci sia il successo assicurato, ma sicuramente diminuiscono notevolmente le possibilità di fallimento.

O forse, per essere più precisi, non è che diminuiscono le difficoltà, che in realtà rimangono invariate, ma con un buon progetto possiamo mettere a frutto in modo differente i nostri fallimenti.

Questo perché, con un progetto, possiamo prendere una direzione ben precisa e nel momento in cui ci troviamo in difficoltà, mantenerla. Con il tempo, questo atteggiamento, ci darà maggiori possibilità di raggiungere i nostri obiettivi.

LA FORMULAZIONE DELLE MOTIVAZIONI DELL’AZIONE CHE SI INTENDE PERSEGUIRE

Questa formulazione dovrebbe essere sviluppata, in un primo momento, a un livello pratico.

Nel mio caso, per esempio, posso dire che lo faccio per aiutare i nuovi venditori ad avere un’idea più completa di ciò che rappresentala vendita. Ho deciso di farlo soprattutto per aiutare i nuovi venditori a strutturare un percorso professionale sostenibile.

Successivamente, però, dovremo fare tale formulazione anche a un livello superiore. Perciò dovremo trovare il motivo per il quale decidiamo di fare quello che facciamo anche e soprattutto a livello etico.

Se vogliamo dirla in modo molto semplice, dovremmo trovare il modo di renderci utili a una determinata categoria di persone attraverso la nostra creatività e soprattutto dovremmo farlo in modo concreto.

Questo secondo passo, cioè la definizione di una motivazione superiore, è una cosa da non sottovalutare perché, nei momenti di difficoltà, può aiutarci a mantenere la rotta. Perciò, anche se con le motivazioni pratiche la cosa si rivela molto più semplice, dobbiamo sforzarci di farlo sempre anche con quelle etiche.

Dovremmo dunque dare sempre molta importanza all’etica e ai valori, soprattutto quelli più profondi, perché nei momenti di vera difficoltà saremo sempre tentati di tradirli. Ma quando e se accadrà, saremo come tutti gli altri e dovremo ricominciare tutto da capo.

Con ciò voglio dire che, fare il venditore, non è semplice e farlo con successo lo è ancora meno. Perché ci sono mille cose che ci possono succedere durante il nostro percorso professionale.

Il problema, però, è che troppo spesso pensiamo di fare qualcosa solo quando siamo presi dall’entusiasmo della novità per poi trascinare le gambe per la fatica perché non ce la facciamo più.

L’entusiasmo, infatti, svanisce velocemente e da lì in poi rimane solo l’idea del progetto con le sue motivazioni pratiche e anche profonde che ci hanno animato dall’inizio e con quelle dobbiamo fare i conti.

L’ANALISI DEL PROPRIO GRADO DI CAPACITA’ NEL PRESENTARE E GESTIRE IL PROGETTO

Diciamo che un esame di coscienza sarebbe una cosa buona e giusta. A livello mentale, infatti, è molto probabile che ci sentiamo in grado di fare cose inimmaginabili e inenarrabili, tipo di supereroi. Puoi, però, di fronte alla realtà assomigliamo tremendamente a dei Fantozzi qualsiasi.

Quello che voglio dire è che non dobbiamo prendere come esempio Steve Jobs, ma più umanamente dobbiamo farlo con noi stessi e questo per poter capire cosa siamo in grado di fare realmente.

Non dobbiamo quindi spostare la nostra attenzione al futuro o al passato, piuttosto dobbiamo rimanere nel presente. Dobbiamo domandarci quali sono le nostre capacità e se esistono le condizioni per iniziare.

Con il tempo ci si migliora perché nessuno di noi nasce maestro ma, se prendiamo ad esempio Steve Jobs, quando decideremo di intraprendere il nostro progetto lo cominceremo sempre domani perché non ci sentiremo mai pronti.

LA RACCOLTA DI INFORMAZIONI E L’ANALISI DI QUANTO GIA’ REALIZZATO NELLO STESSO AMBITO

Questo significa che dobbiamo abituarci anche a guardare gli altri e non tanto per copiarli, anche se può succedere, ma soprattutto per prendere qualche spunto interessante.

A prescindere da tutto, però, l’analisi serve per capire qual è la realtà che ci circonda. Per vedere se possiamo fare qualcosa di originale.

Dobbiamo quindi cercare una nicchia che sia frequentata da persone reali perché significa che può produrre fatturato. Diversamente dovremmo crearla e da lì, poi, sperare di guadagnarci. Forse sarebbe meglio cominciare dai sentieri già battuti. Che dici?

Dobbiamo dunque guardarci attorno e reperire informazioni su chi c’è già in quella nicchia. Una volta fatto dobbiamo assolutamente crearci un’identità che sia diversa dagli altri.

Lo dico perché senza un’identità ben definita, tutto ciò che decideremo di fare sarà destinato al fallimento o almeno ad essere bellamente ignorato praticamente da tutti.

LA RIFLESSIONE SULLE POSSIBILITA’ DI PRODURRE UN IMPATTO SIGNIFICATIVO SUI BENEFICIARI DEL PROGETTO

Io, per esempio, con vent’anni di esperienza nella vendita potrei pensare di produrre un bel corsetto, vendertelo, creare un sistema di affiliazione e dunque venderlo anche alle persone che conosci tu e via così. Ma quale utilità e quale impatto potrebbe avere questo modo di vendere?

La nostra riflessione, infatti, deve partire dai benefici reali che possiamo produrre e non da quello che ci limitiamo a promettere e magari, poi, si rivelano irrealizzabili.

Tutti i nostri ragionamenti sul nostro progetto dipenderanno sempre dal beneficio che riusciremo a mettere a disposizione dei nostri interlocutori.

In questo modo potremo avere delle testimonianze reali e non essere autoreferenziali. Potremo mettere le esperienze di chi abbiamo aiutato a disposizione di altri.

Se dovessi guardare a me in futuro, probabilmente, la vedrei in questo modo: molti mi potrebbero conoscere già per aver seguito i podcast o i video, che ho intenzioni di cominciare a fare tra un po’, oppure per aver letto gli articoli o l’ebook.

Per avvicinarli a me dovrò mettere a loro disposizione delle testimonianze di persone che avranno fatto dei percorsi con me e avranno avuto dei benefici concreti.

Questo approccio fa sempre la differenza ma, come ho appena detto, dobbiamo strutturare la nostra offerta in funzione dei benefici che possiamo portare. Perché se quello che facciamo è un’accozzaglia di banalità oppure un insieme di cose rubacchiate e vendute come miracolose, non possiamo sperare di sopravvivere.

La nostra offerta, in una realtà così desolante, dovrà necessariamente essere strutturata sullo sconto, sull’offerta speciale permanente e sul bombardamento a tappeto con le ADS.

Insomma, dovremo lavorare in quel mondo che un po’ alla volta si sta saturando e sta morendo. Perché tutti cercano e vogliono il lingotto d’oro o la formula segreta per il successo che in realtà semplicemente non esiste.

LA RICOGNIZIONE DELLE FONTI DI FINANZIAMENTO E LA STRUTTURAZIONE DI UN PROGETTO SOSTENIBILE

Nel caso mio, per rendere l’idea, come fonte di finanziamento ho me stesso, perché i costi sono ancora sostenibili.

Ho un hosting, un tema WordPress, l’iscrizione a Spreaker, una app per gestire i social direttamente dal sito, un canale video su Vimeo per poter mettere dentro alcuni video che non voglio pubblicare su Youtube e altre cose che adesso non ricordo.

Sono costi che però sapevo di poter sostenere perché diluiti nell’anno. Lo voglio precisare perché, quando facciamo un progetto, potremmo pensare che sia tutto fattibile e soprattutto gratis.

Nella realtà, invece, il nostro progetto, appena viene messo alla prova, esplode come la bomba atomica perché è insostenibile. E magari scopriamo che non solo lo è dal punto di vista economico, ma anche da quello del tempo.

La sostenibilità perciò deve essere pensata in funzione del tempo e del danaro che pensiamo di poter investire. E per farlo nel modo corretto, il mio consiglio è quello di prendere carta e penna oppure un computer e stilare un elenco.

Un po’ alla volta, poi, di settimana in settimana andremo a modificarlo, ma inizialmente è importante farsi un’idea. Anche se non è approfondita e dettagliata è importante metterla per iscritto in modo da poterla guardare fisicamente.

CONCLUSIONE

Ti ricordo infine di iscrivervi al canale Telegram t.me/latrattativa per ascoltare il minipodcast giornaliero. Se invece vuoi scaricare l’ebook gratuito “La Trattativa”, che dà anche il nome progetto, puoi andare sulla Home di questo sito e seguire le indicazioni.

Ciao, buona giornata e ricorda che “Chi poco vuole nulla stringe”.

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L'arte della vendita for dummies

L’importanza di avere un progetto consapevole

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In questa puntata del podcast, la numero 43, ti parlerò dell'importanza di avere un buon progetto professionale. Infatti questo è il tassello più importante perché costituirà la pietra angolare sulla quale costruiremo tutto il resto

Oggi riprendiamo da dove avevamo finito la puntata precedente e cioè dalla lista dei buoni propositi e dei progetti per la nuova stagione.

Avevo deciso, infatti, di intraprendere un percorso che mi permettesse di ottimizzare il tempo che dedico a questo progetto. Sostanzialmente perché, non avendone molto, devo trovare il modo, ogni settimana, di fare tutto ciò che serve.

Perciò partiamo dall’inizio e vediamo perché è importante avere un progetto. Poi, con l’andare del tempo, vedremo anche come scriverlo e soprattutto quali strumenti usare per poterlo strutturare in modo credibile.

Lo scopo, dunque, è quello di trasformare questi articoli in un piccolo ebook gratuito che metterò a disposizione di chi lo vorrà leggere, ma soprattutto per permettermi di compilare in modo corretto ed esauriente la mia pagina del progetto del sito.

Questa infatti esiste già, ma diciamo che è molto scarna perché riporta semplicemente dei principi di base che voglio seguire, ma che sostanzialmente non dicono nulla di me e non approfondiscono l’argomento del progetto.

Ma veniamo al dunque e diamo un’occhiata ai 4 punti importanti che spiegano perché è importante avere un progetto professionale:

Per avere

• Più consapevolezza rispetto alle proprie scelte lavorative e ai propri valori professionali

• Più consapevolezza rispetto ad eventuali gap formativi da colmare per raggiungere l’obiettivo professionale prefissato

• Più conoscenza del settore/mercato di riferimento a livello economico, geografico e occupazionale

• Più responsabilità rispetto alle proprie scelte e ai loro esiti.

http://www.polopsicologo.it/2016/04/12/5-domande-da-porti-riuscire-realizzare-un-progetto-professionale-efficace/

CREARE UN PROGETTO PER AVERE PIÙ CONSAPEVOLEZZA RISPETTO ALLE PROPRIE SCELTE LAVORATIVE E AI PROPRI VALORI PROFESSIONALI.

Quando decidiamo di intraprendere un progetto professionale dobbiamo sempre considerare che il nostro compito deve essere quello di intercettare l’interesse delle persone alle quali lo rivolgiamo perché purtroppo, se non l’abbiamo ben presente, il rischio è quello di proporre argomentazioni troppo generiche.

Io personalmente immagino sempre di avere a fianco un ex collega oppure un nuovo venditore al quale dare dei consigli e questo è un modo come un altro per definire il mio interlocutore. Possiamo, ovviamente, usare anche una tecnica diversa, ma se non partiamo da questa idea, di cosa parliamo? Con chi parliamo? A chi possiamo renderci utili?

Sostanzialmente il problema è che il nostro lavoro di divulgazione dev’essere mirato. Se per esempio decidiamo di fare un podcast rivolto ai venditori, come nel mio caso, non è sufficiente dire che è rivolto a loro, perché ce ne sono un miliardo di tipologie.

C’è il venditore che fa vendita diretta, il venditore monomandatario che lavora per un’azienda singola e quindi deve seguire sostanzialmente le sue indicazioni, può essere un plurimandatario, ci può essere il dipendente che fa il commerciale. Insomma, di venditori, ce ne sono di mille tipi.

Io per esempio ho deciso di rivolgermi ai nuovi venditori, quelli che hanno poca esperienza e quelli che si avvicinano alla vendita senza alcuna conoscenza. È chiaro, poi, che quando questa persona si specializzerà, potrà continuare a seguire questo podcast ma sicuramente, come mi auspico, andrà alla ricerca anche di informazioni più specifiche.

Perciò tutto parte da lì. Qualunque cosa decidiamo di fare bisogna prima capire a chi rivolgerci. Ma non a grandi linee, bensì in modo specifico, perché dobbiamo farlo verso una nicchia di mercato ben specifica.

Tanto che potrei dire che, sicuramente, mi rivolgo ai nuovi venditori, ma se volessi strutturare il messaggio in modo ancora più specifico potrei definire anche il canale sul quale opera. Cosa che oggi non faccio perché preferisco dare delle informazioni di più ampio respiro.

CREARE UN PROGETTO PER AVERE PIÙ CONSAPEVOLEZZA RISPETTO AD EVENTUALI GAP FORMATIVI DA COLMARE PER RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO PROFESSIONALE PREFISSATO.

Un motivo per il quale dovremmo sempre cercare di avere le idee ben chiare è perché potrebbe capitarci di credere di aver avuto una bella idea o un progetto sensazionale da perseguire, ma il problema è che ciò, quasi sempre, avviene solo dentro la nostra testa e lì è tutto piuttosto semplice.

Immersi nelle nostre idee, infatti, possiamo fantasticare e soprattutto non andremo mai a scontrarci con la realtà e con i problemi che questa porta con sé. Nel mio caso, per esempio, quando ho deciso di intraprendere questo percorso ho pensato di possedere le competenze giuste, dopodiché portando il tutto nella realtà, i problemi sono saltati fuori.

Sostanzialmente sono problemi di tempo e budget per sovvenzionare il progetto. Stiamo dunque parlando di cose concrete, perché se lavoro otto o dieci ore al giorno è decido di fare un podcast, devo anche considerare che tutto quello che devo fare a corredo richiede del tempo e non poco.

Per capirci, mi devo dedicare alla creazione di un articolo, la correzione, la pubblicazione e molte altre cose. Tutto ciò porta via del tempo e quel tempo, per quanto mi riguarda è, per la maggior parte, sprecato.

Ovviamente non lo sarebbe se volessi fare un prodotto assolutamente perfetto, ma io voglio creare contenuti utili e non necessariamente impeccabili. È solo una questione di scelta editoriale.

Per quanto mi riguarda ritengo sia più utile dedicare quel tempo alla formazione e a tutte quelle attività utili per raggiungere il mio obiettivo. Perciò quando realizziamo il nostro progetto professionale dobbiamo pensare soprattutto ai nostri gap formativi.

Quindi, quando decidiamo di prendere in mano il nostro progetto e metterlo nero su bianco per iscritto, lo dobbiamo fare perché ci serve per valutare le nostre reali capacità.

Avere un progetto a monte, quindi, ci può aiutare a diminuire il gap tra quello che siamo e quello che desideriamo diventare.

Per farlo correttamente, però, dobbiamo smetterla di pensare ai nostri progetti come obiettivi da raggiungere, ma dobbiamo imparare a considerarli, piuttosto, come percorsi da intraprendere.

È IMPORTANTE CREARE UN PROGETTO PER AVERE PIÙ COSCIENZA DEL SETTORE E MERCATO DI RIFERIMENTO A LIVELLO ECONOMICO GEOGRAFICO E OCCUPAZIONALE.

Significa che quando mettiamo per iscritto il nostro progetto, tra le tante cose, dobbiamo anche valutare l’impatto che può avere a livello pratico e cioè quante persone possono ne possono usufruire.

Penso a quando ho cominciato, alla fine degli anni 80, e nel momento in cui dovevamo fare un ragionamento sul mercato da colpire pensavamo a una zona che coprisse mediamente una provincia. In quegli anni ci poteva stare. A volte potevamo inglobare anche un’intera regione. Dipendeva da che tipo di mandato di agenzia ci veniva proposto.

Oggi le cose non funzionano più in questo modo, anche se è vero che molte aziende continuano imperterrite ad avere agenti che lavorano su zone definite a livello geografico.

Le più evolute però fanno lavorare i venditori sui contatti e non considerano più il fattore geografico perché si sono accorte che la cosa fondamentale è che i venditori creino dei rapporti di confidenza con i clienti.

I venditori moderni infatti hanno abbattuto la barriera della zona circoscritta perché comunicano con i loro clienti con metodi diversi. Questo, ovviamente, va a loro vantaggio perché fanno meno strada, ma soprattutto per i clienti che non perdono più tempo.

A oggi le nuove tecnologie ci permettono di contenere i costi, ci danno la possibilità di approcciare una platea di clienti raggiungibile velocemente e soprattutto sfruttabile. Dopo di che ci sono mille modi di farlo, però l’importante è ricordarsi le possibilità di sono.

È IMPORTANTE CREARE UN PROGETTO PER AVERE PIÙ RESPONSABILITÀ RISPETTO ALLE PROPRIE SCELTE E I LORO ESITI

Avere un progetto, sostanzialmente, ci permette di prenderci le nostre responsabilità in modo più sereno perché se vogliamo arrivare ad un determinato obiettivo abbiamo la mappa per arrivarci.

Ciò avviene perché, se un giorno non riusciamo a fare quello che vogliamo ma abbiamo l’intelligenza di riflettere sulle cose, possiamo concentrare la nostra attenzione sul nostro progetto e su come modificarlo, piuttosto che fissarci sul problema fine a sé stesso.

Quando le cose non funzionano, perciò, dobbiamo imparare a cambiare qualcosa per fare in modo che il tutto finzioni, oppure possiamo pensare di prendere meglio la mira rispetto il tipo di cliente che voglio raggiungere.

Il nostro progetto, dunque, deve diventare quasi come un mantra contro l’errore più grande che possiamo fare e cioè quello di incolpare gli altri dei nostri fallimenti.

Ogni giorno infatti possiamo avere la giornata più bella del mondo o la più brutta ma, comportandoci così, avremo sempre dei punti di riferimento che ci permetteranno di capire cosa stiamo facendo e soprattutto dove stiamo sbagliando.

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Progetti e propositi per la nuova stagione

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Per questa puntata c'è poco da dire perché la ho dedicata ai progetti e ai buoni propositi per la nuova stagione del podcast

In  questa puntata ti palerò dei progetti per la nuova stagione.

Prima però partiamo da quello che non farò più e cioè la post produzione del podcast perché mi porta via troppo tempo.

Recperandolo, quindi, potrò dedicare del tempo alla costruzione della community su Telegram che puoi raggiungere a questo indirizzo:

t.me/latrattativa 

Come progetti nell’immediato, oltre a questo che ha la priorità su tutti gli altri, ho deciso di darmi una scadenza di un anno per aprire un patreon dove poter finanziare questo progetto.

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Sostieni questo progetto!

Con questo progetto voglio aiutare tutti i nuovi venditori, quelli con poca esperienza, a vendere meglio e di più. Per farlo però ho bisogno del sostegno di tutti e questa è la forma più sincera per manifestarlo. Attraverso il download di questo Ebook entri a far parte di una comunità che vuole crescere per numero, ma soprattutto per conoscenze. Perciò ti invito a leggere l’ebook, ascoltare i podcast e tenere viva questa comunità che ha bisogno di crescere e farsi conoscere.